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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Mar
01
2011

Procure di Catania e Palermo su abusi assunzioni


Gli amministratori dell’Ama Spa di Roma sono indagati per diverse ipotesi di reato, fra cui quello di abuso d’ufficio, avendo assunto senza concorso più di 800 persone con il cosiddetto metodo della chiamata diretta. Tradotto, significa che i dirigenti hanno inserito nell’organico le persone raccomandate da questo o da quello, non perché ve ne fosse una necessità, bensì per alimentare il metodo del favore. Non sappiamo se questo comportamento equivalga all’abuso d’ufficio. Lo constateremo seguendo l’inchiesta.
Saltando alla nostra Isola, abbiamo assistito in questi ultimi anni alle ingorde assunzioni di migliaia e migliaia di persone sia da parte della Regione che dei Comuni e delle loro partecipate e municipalizzate. Infornate di inutili autisti, uscieri, persone con la terza elementare assunte con contratto a tempo indeterminato.
Se la legge vale per tutti, non si capisce perché le Procure di Palermo e di Catania non abbiano aperto analoghe inchieste, come quella dei loro colleghi della Procura di Roma, perché qui la tipologia di abuso è estremamente più estesa.

Assumere persone che non servono alla pubblica amministrazione è una forma di corruzione, perché si tratta di fare dei favori da cui si aspettano altri favori. Che cos’è lo scambio di favori se non corruzione? Che ci sia anche il pagamento di somme di danaro non è che un aggravante della corruzione.
Proprio per effetto della stessa sono saltati i dittatori di Tunisia ed Egitto, e traballano i regimi algerino e libico. Naturalmente non c’è paragone tra essi e il nostro sistema democratico. Però la corruzione è sempre lì, in agguato, pronta a contagiare con le sue metastasi gli strati buoni della popolazione. Infatti, secondo il principio della legge economica di Gresham, la moneta cattiva scaccia quella buona. Il cattivo esempio si diffonde e contamina gli incerti, quelli che stanno in mezzo al guado.
Non solo la corruzione è una violazione penale e morale, ma è elemento gravissimo che impedisce lo sviluppo. Se un imprenditore paga una tangente per avere un appalto che non gli competerebbe, mette da canto chi è più meritevole di lui.
 
Se in un posto pubblico ci va il raccomandato e non il meritevole, quel servizio funzionerà ampiamente peggio, quindi un danno per la collettività. Se a comandare i vigili urbani c’è un raccomandato e non un competente, il riflesso si vede in tutta la città. E potremmo proseguire con gli esempi.
La corruzione va combattuta energicamente e continuamente. Non si può pensare che siano le Procure della Repubblica, notoriamente sotto organico, a occuparsi di scoprire le magagne della pubblica amministrazione regionale e locale. E allora chi si dovrebbe occupare di farle emergere? La risposta è ovvia: l’amministrazione dell’ente e per essa il suo leader.
Come si dovrebbe combattere? Lo suggeriamo ancora una volta: istituendo il Nucleo investigativo per gli affari interni, che constantemente analizza i comportamenti dei dipendenti dell’amministrazione, per scoprire se vi sono comportamenti omissivi o delinquenziali.

Quando poniamo domande ai capi delle amministrazioni nei Comuni capoluogo o in quelli minori e nelle Asp e Ao, se abbiano o no istituito il Nucleo, ci rispondono sorpresi che non c’è, ma aggiungono sfacciatamente che non ve ne sia bisogno. Gli chiediamo come fanno a sapere che non ve ne sia bisogno se non fanno indagini? Sostenere che non vi siano mele marce è sostenere sicuramente una falsità.
Quanto precede riguarda un comportamento anti-etico di chi amministra, che nei valori dovrebbe avere la propria stella polare. E, invece, basa la propria azione sullo scambio fra favore e bisogno.
Attendiamo notizie dalle Procure siciliane per l’apertura dei fascicoli su chi ha abusato ripetutamente della Cosa pubblica, assumendo personale inutile, senza il vaglio dei concorsi. Attendiamo contestuali iniziative, per appurare se le amministrazioni si siano comportate in conformità all’art. 97 della Costituzione che impone l’imparzialità e il buon andamento delle amministrazioni. Attendiamo anche che i capi delle amministrazioni istituiscano il Nucleo sollecitato.


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