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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Mar
12
2011

I debiti fuori bilancio soffocano Regioni e enti locali


Le imprese siciliane sono soffocate dalle inadempienze contrattuali di Regione ed enti locali, che pagano mediamente le forniture di beni e di servizi a 400 giorni dalla data fattura. Se paragoniamo questo lasso di tempo con quello della Regione Lombardia, nostro benchmark (modello), che è di appena 60 giorni, comprendiamo benissimo che oltre alle difficoltà di mercato, le imprese  subiscono un’ulteriore gravosissima e gratuita difficoltà: l’enorme ritardo degli incassi.
Per sopperire ad esso, le imprese siciliane e non, sono costrette ad utilizzare gli affidamenti bancari in modo sbagliato perché, invece, essi dovrebbero essere indirizzati all’aumento del volume di affari o a nuovi investimenti.
Piove sul bagnato. Questo ulteriore onere non ci dovrebbe essere, ma anzi le imprese dovrebbero essere agevolate per creare nuovi posti di lavoro e nuova ricchezza tassabile. Questo grave handicap, da noi più volte riportato all’attenzione dei lettori, non viene esaminato dalle amministrazioni regionale e locali che invece sono prontissime a pagare gli stipendi dei propri amministratori, dipendenti e consulenti.

Se le imprese piangono, le stesse amministrazioni non ridono. Vi spieghiamo perché. Sui ritardi rispetto alla data di pagamento, i creditori hanno la facoltà di emettere note di debito per gli interessi di mora, che in atto si aggirano intorno all’8%. Dal che si deduce che, salva la mancanza di liquidità, il ritardo dà ai fornitori un beneficio economico.
Ma per i Comuni, gli interessi di mora costituiscono debiti fuori bilancio. Se ad essi si sommano le spese legali ed onorari per eventuali procedure esecutive, tali debiti fuori bilancio aumentano ancor di più. Ma, ancora, bisogna addizionare le controversie legali perse sia per la sorte capitale che per le relative spese. In aggiunta, le sanzioni della Corte dei Conti per danni erariali che, per la Regione in questi ultimi mesi, sono stati per decine e decine di milioni di euro.
I debiti fuori bilancio stravolgono la buona amministrazione dell’ente e stravolgono gli indirizzi e la destinazione di risorse per la costruzione di opere pubbliche e l’incentivazione di attività produttive.
 
Quando un sindaco, per la propria ignavia e la propria incapacità gestionale, paga cifre rilevanti per debiti fuori bilancio, non avendo la possibilità di indebitarsi con le banche (operazione vietata), in un clima di diminuzione dei trasferimenti, non essendo abile ad attivare procedure interne per riscuotere le imposte locali non pagate, né per scoprire gli evasori totali o parziali, è costretto a bocciare le spese per investimenti, con ciò danneggiando fortemente anche un esiguo processo di crescita.
I sindaci che si comportano così debbono essere denominati dall’opinione pubblica come viziosi ed incapaci,  quindi vanno cacciati a furor di popolo per far posto ad altri amministratori onesti e capaci che fanno funzionare bene la macchina amministrativa, pagando con puntualità i fornitori e indirizzando tutte le risorse possibili, tagliate alla clientelare spesa corrente, verso gli investimenti.

Come più volte scritto, il Federalismo attiverà il processo di selezione dei sindaci virtuosi, soprattutto con il decreto legislativo in corso di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. Ma ancor più cogente sarà il prossimo decreto lgs sulle sanzioni agli amministratori locali, anche con l’interdizione decennale dai pubblici uffici.
Battiamo molto sulla necessità che gli attuali sindaci diventino virtuosi o vengano sostituiti, perché il tessuto siciliano dei Comuni è il più importante della nostra regione. Solo attraverso lo sviluppo del singolo territorio comunale vi potrà essere lo sviluppo dell’intera regione. Mentre la Regione dovrà fare la sua parte facendo riforme quadro e di indirizzo generale, abrogando quelle norme clientelari e assistenziali che non sono proprie dell’ente ma servono solo a perpetuare il clientelismo.
Dal funzionamento organico di Regione e Comuni, nel processo virtuoso, potrà esserci quella svolta fondamentale perché la Sicilia cominci a ridurre il baratro del divario che la separa dalla Lombardia e dalle altre regioni virtuose del Nord. Non che lì non vi siano comportamenti viziosi. Ovunque vi sono le mele marce, ma lì la maggioranza delle mele è commestibile.


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