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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Mar
30
2011

La corruzione dilaga nessuno la ferma


La vicenda dell’arresto del deputato regionale Gaspare Vitrano, avvenuto venerdì 11 marzo, è caduta nel dimenticatoio. Se qualcuno ha messo il silenziatore a un vasto sistema di corruzione che coinvolge ovviamente la dirigenza regionale, ci deve essere una sorta di spectre che riesce a superare e ad ingabbiare le istituzioni.
Sorprende questo silenzio che, invece, doveva tramutarsi in un’occasione per squarciare il velo dell’omertà che protegge la burocrazia regionale e non consente di discriminare il grano e il loglio.
Ribadiamo per l’ennesima volta che all’interno dell’elefantiaco Ente vi sono valorosi e onesti dirigenti e  dipendenti. Ma, per contro, ve ne sono tantissimi corrotti, incapaci, che stanno in posti di responsabilità o inferiori solo perché riferenti di pessime figure politiche che dalla corruzione e dall’inefficienza traggono vantaggi in termini di clientelismo e di acquisizione di consenso. Don Luigi Ciotti urla da Potenza che la vera mafia è la corruzione, perché essa dilaga senza l’etichetta della mafia ufficiale. 

Già da dieci giorni si aspetta che vengano indagati o arrestati i colletti bianchi che hanno tenuto il sacco in questa e in altre vicende di corruzione. Ma ancora non si ha notizia dei loro nomi e cognomi. Siamo però fiduciosi che i magistrati inquirenti mettano presto in manette i burocrati che hanno partecipato al business del fotovoltaico. Da quanto scriviamo si evince il motivo dei ritardi perché, chi non arriva all’emissione dei provvedimenti amministrativi lo fa per incapacità, ma più spesso perché aspetta di essere contattato con una busta più o meno pesante.
Si alza forte la voce di Confindustria contro la corruzione, ma anch’essa rimane inascoltata perché allo stato dei fatti non si ha notizia di progressi nell’inchiesta col coinvolgimento dei burocrati disonesti che devono esserci stati.
Non si capisce infatti perché il deputato del Pd Vitrano, ma poteva essere di qualunque altro partito, abbia ricevuto una cagnotte di 10.000 euro se non fosse stato in combutta con chi avrebbe dovuto rilasciare le autorizzazioni. L’opinione pubblica reclama a voce alta e forte i nomi di questi disonesti dirigenti in associazione per delinquere col deputato, che hanno messo in piedi questo sistema esteso di corruzione.
 
Riteniamo che quanto emerso sia la punta di un iceberg. Ma come si fa a scoprire la montagna sommersa se all’interno delle istituzioni burocratiche non vi sono gli anticorpi? Al riguardo abbiamo suggerito più volte ad assessori e dirigenti onesti, l’istituzione del Nucleo investigativo per gli affari interni, con il compito di indagare 365 giorni l’anno su tutte le vicende da cui proviene il fetido odore della corruzione. Non è turandosi il naso o girando la testa dall’altra parte che il problema si risolve, ma affrontandolo di petto, con determinazione e senso civico.
Gianfranco Micciché, fondatore di Forza del Sud, nel suo primo discorso ha detto che i dirigenti regionali sono Signor No. Li ha chiamati roditori perché erodono credibilità a tutta la categoria. In Sicilia ve ne sono oltre 2.000 i quali sono stati nominati, secondo procedura e fonti ufficiali, dopo attente valutazioni e comparazioni. Ma abbiamo più volte chiesto agli organi copia dei processi verbali di valutazione che non ci sono stati dati in quanto, secondo le nostre fonti, tali processi non sono mai stati compilati.

Vi è poi la discrasia all’interno di tutti gli assessorati per cui vi sono medici che si occupano d’informatica, ingegneri che si occupano di rimborsi elettorali, agronomi che si occupano di fondi europei. Il tutto dimostra, se ce ne fosse bisogno, che all’interno degli assessorati regionali, non vi è il Piano aziendale che ordinerebbe con le sue quattro parti (programmazione, organizzazione, gestione e controllo) tutte le funzioni in modo professionale, senza lasciare nulla al caso. Occorre, ora e subito, togliere ai burocrati la licenza di corrompere o di essere corrotti. Occorre, ora e subito, che non si aggiunga alla Piovra-mafia, la Piovra-burocrazia.
Abbiamo già tanti problemi che non potremmo sopportare anche questi aggravi. Facciamo appello ai tanti già citati valorosi e onesti dirigenti e dipendenti regionali affinché alzino la loro voce contro i loro colleghi incapaci e disonesti. Questi sono altri anticorpi di cui ha bisogno la Sicilia per dare una svolta allo stato di asfissia che può generare il decesso di un’economia allo stremo.


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