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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Apr
07
2011

Difficile quadratura del bilancio regionale


Entro il 30 aprile il bilancio 2011 della Regione dev’essere approvato. Se l’evento non si verificasse, la stessa Assemblea correrebbe il rischio di essere sciolta e, con essa, sarebbe rimandato a casa anche il Presidente della Regione. Sembra un quadro apocalittico, invece è realistico. Esso è temperato però dall’interesse dei 90 deputati a restare ben bullonati sulle loro sedie e continuare a percepire, per un verso o per l’altro, 20 mila euro lordi al mese, tanti quanti ne prendono i loro colleghi senatori della Repubblica.
Proprio per questa ragione riteniamo che la maggioranza di centrosinistra, cui è approdato Lombardo, approverà il bilancio, mentre il centrodestra, dopo aver fatto ammujna, contribuirà all’approvazione. Non sappiamo se fra le due parti vi sarà un compromesso per spartirsi le spoglie della Sicilia, ma possiamo facilmente prevedere che il bilancio non sarà fatto secondo l’interesse dei siciliani, bensì secondo quello del ceto politico che continua a usare il favore come scambio.

Sfogliando le pagine dei quotidiani, leggiamo di continue assunzioni nel settore pubblico regionale e locale, ove vengono incorporati nuovi dipendenti del tutto inutili alla produzione dei servizi. La Regione ha dato l’esempio con l’assunzione di massa, in corso, di cinquemila dipendenti. Le sue partecipate con l’assunzione di massa di centinaia di persone. Comuni che si vantano di stabilizzare, ossia di assumere centinaia di persone. Sembra un gioco al massacro, una sorta di suicidio generale in cui moriranno economicamente moltissimi siciliani e poi anche una parte di questo ceto politico incapace di governare con equità e giustizia.
Il bilancio alla fine sarà quadrato, però manterrà i virus dell’assistenzialismo, del favoritismo e non riuscirà a incentivare l’economia e a produrre i meccanismi di sviluppo tanto necessari alla nostra terra.
Quali fatti suffragano queste affermazioni? Il primo riguarda l’aumento indiscriminato della spesa corrente, attraverso le nuove assunzioni; l’incapacità di tagliare spese assistenziali e clientelari; la mancata stretta a tutti i dirigenti generali dei dipartimenti, avvertendoli che non sarà loro dato alcun premio di risultato se il risultato non ci sarà.
 
Abbiamo udito con le nostre orecchie parecchi dirigenti generali che gestiscono centinaia o migliaia di dipendenti, i quali a microfoni spenti ci hanno confessato che se potessero scegliersi un terzo di quelle persone fra i più bravi, rinuncerebbero volentieri agli altri due terzi.
Abbiamo sentito dirigenti degli enti locali ripetere  in sintonia quanto precede. La cancrena della pubblica amministrazione e delle partecipate pubbliche è questo eccesso di personale inserito negli organici solo a seguito di raccomandazioni.
Basterebbe un solo articolo di legge, l’abbiamo scritto più volte, per obbligare qualunque ente locale, ente territoriale e non territoriale, ente economico, partecipata pubblica a redigere un Piano aziendale verificato da advisor imparziali come le società di revisione iscritte alla Consob e solo in base a esso ottenere i trasferimenti da Stato e Regione. Invece i bilanci vengono redatti da incompetenti o da corrotti e i pubblici impiegati vengono mantenuti in organico anziché essere mandati in cassa integrazione.

Il bilancio regionale non tiene conto della dannata inefficienza dei dirigenti generali che non hanno speso e continuano a non spendere le risorse per investimenti e opere pubbliche messe a disposizione dall’Ue e dallo Stato perché le risorse regionali che dovrebbero cofinanziarle non ci sono, in quanto sono servite e servono per pagare stipendi inutili.
L’assessore all’Economia, Gaetano Armao, con interventi multipli, continua a lanciare anatemi contro il federalismo. Lo rispetto come amico, ma come professionista devo dire che le sue tesi sono contrarie agli interessi dei siciliani. Gli interessi sono che la Regione diventi virtuosa, tagli i rami secchi, tagli la legge 44/65 che equipara i deputati regionali ai senatori, tagli le auto blu e le diarie, invitando politici e burocrati a circolare in taxi e con i treni, insomma elimini le centinaia di voci clientelari che servono solo ad acquisire un indegno consenso.
Da quello che sentiamo, questo bilancio 2011, se sarà approvato nei termini, peggiorerà ancora la situazione. Sperare in un rinsavimento è, però,  sempre bene.


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