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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Apr
21
2011

I precari si lamentano ma non hanno competenze


Sabato 9 aprile alcune centinaia di precari hanno manifestato a Roma per chiedere il posto fisso. Qualcuno di essi ha dichiarato che rappresentavano quattro milioni di colleghi senza contratto a tempo indeterminato. Una verità costruita perché se da un canto potrebbe essere vero che vi sia qualche milione di aspiranti dipendenti, dall’altro non è dimostrato che i manifestanti ne avessero la rappresentanza. 
La cosa che impressiona dalle dichiarazioni raccolte da alcune televisioni è che tutti protestavano perché non avevano un impiego stabile, non perchè sul mercato non vi fossero opportunità di lavoro. Né hanno spiegato quali fossero le loro competenze professionali in grado di essere valorizzate dalle opportunità. La mentalità tutta italica di cercare il posto fisso è un guaio perché mette in sordina le capacità individuali e in naftalina l’acume e la voglia di trovare soluzioni e risposte alle proprie ambizioni positive.

Una di queste si lamentava che da maestra e da impiegata non aveva avuto il posto fisso per quasi un quarto di secolo. Anch’essa non ha spiegato se avesse tentato di svolgere un lavoro che mettesse in luce le proprie capacità, eventualmente possedute.
Tutti chiedono il posto fisso, ma nessuno spiega quali competenze possieda, e come se le è fatte, per poter aspirare a un lavoro, non a un posto di lavoro. è solo questa la differenza. Lavoro in Italia ve n’è tanto, un po’ meno nel Sud e in Sicilia, eppure non può essere soddisfatto.
La Stretto di Messina Spa sta reclutando 8 mila persone perché a fine anno dovranno cominciare i lavori dei due piloni del Ponte da 400 metri di base sulle due coste. Ebbene, dall’Anas ci dicevano che non riescono a trovare in loco la manodopera necessaria, per cui saranno costretti a far venire gente da altri Paesi d’Europa per soddisfare questa necessità.
Vorremmo consigliare ai disoccupati siciliani e calabresi di farsi sotto e di presentarsi agli uffici della società dello Stretto esibendo referenze sulle proprie competenze professionali. Se le possiedono, saranno assunti per tutto il periodo della costruzione del ponte, che durerà almeno sei anni. Vedremo se vi sarà una folla di richiedenti o se gli uffici resteranno deserti.
 
Se i precari e i disoccupati cercassero un lavoro e non un posto di lavoro, dovrebbero pensare alle centinaia di opportunità che offre l’apertura della Partita Iva, cioè diventare lavoratori autonomi, cioè coloro che assumono rischi, che devono lavorare senza limiti, fare sacrifici in prospettiva di una forte crescita professionale ed economica.
Vi sono centinaia di opportunità nel settore del franchising, nel quale ogni attività può essere iniziata con investimenti ridotti, peraltro finanziabili dalle banche.
Vi sono tante altre attività nel settore dell’artigianato, ove invece vi è la giungla del lavoro in nero e di tanti che si arricchiscono senza pagare le imposte. In Sicilia non sono ancora nate e non si sono ancora diffuse le cooperative di artigiani, che offrono servizi multipli con puntualità e qualità. Ognuno va per la propria strada, col risultato di dimostrare disorganizzazione e di dare risposte negative ai cittadini che chiedono i servizi.

Vi è poi il settore commerciale e delle vendite che ha fame di bravi professionisti. è un settore difficile, nel quale otto persone su dieci non vogliono entrare, dicendo che non sono adatti, mentre in effetti non sono capaci. è un settore nel quale bisogna avere costanza e tenacia, perché le risposte negative alle proprie offerte sono il maggior numero. Solo chi non è capace di metabolizzare il principio che le risposte negative fanno parte del mestiere si scoraggia e abbandona.
L’editore di questo giornale cerca continuamente professionisti della vendita e sales manager, ma non li trova. Eppure il mercato c’è, mancano le persone con le adeguate competenze per inserirsi e utilizzarle al meglio.
In Sicilia il lavoro c’è, ma c’è una mentalità parassitaria e attendista. Manca lo spirito di iniziativa e la voglia di progettare e costruire il proprio futuro. Una voglia che dev’essere insegnata dalle generazioni più avanzate, spiegando che tutto il mondo progredisce perché i cittadini di ogni Paese sono in competizione, cui possono partecipare se adeguatamente addestrati e allenati. Oppure perdono insieme al loro Paese.


Tags: Precari - Lavoro
I commenti dei lettori | Scrivi un commento

Inviato da Maria Tranchina da catania il 21/04/2011 10:34
Piccolo impreditore non stà al lidò dei ciclocompar !
PIù costi che benefici. penetrazione del mercato zero. Franchising...devi pagare la quota
ma serve solo per fare acquisire clienti alla società del Marchio.
Non si ci può inventare un lavoro, qualsiasi...solo perchè si è senza . Quando si presenta
un curriculum le competenze tracciate si discutono a tavolino. L'unica soluzione e bussare
porte ovunque e scartare i fannulloni che hanno avuto la buona dose di "Pedata" che salta
all'occhio. O qualche figlio di papà che ha tutto pronto dalle relazioni amichevoli e di
faccende innescate dalle antiche famiglie.
Perchè il 99,9 % dei lavoratori sono entrati in qualsivoglia posto per Pedate varie.
Chi faceva la maestra e non ci è riuscita , perchè la scuola pubblica e allo sfacelo.
c'è SEMPRE IL TRUCCO. Basta non pensare mai a quello che dicono gli altri...per
calunniarti perchè il tuo posto fisso, ad incarico fà gola a Lui. Siamo in una società di
avvoltoio. La libera impresa in libero mercato e lottizzato dalle grandi imprese a cui devi
pagare un pizzo delle tue idee. Devi fare parte sempre come una pecora di team di parolai
e di inutili qualunquisti. " Non ti curar di loro guarda e passa. " Ho ascoltato mille
conferenze ma non ci sono più i Poteri di una volta che amavano rispettare l'elettorato. C'è
chi chiacchiera ma non parla. E da molto che non sento cose sensate. Non offenda i
disoccupati..perchè se vi danno fastidio cambiano strada ...nessuno può e deve umiliare
qualcuno che ha faticato e che ha acquisito competenze perchè ci piace più il
raccomandato. Scriva di fatti concreti o non di discorsi da spogliatoio , da bar o da barbiere
le competenze sono qualcosa di molto più di una discussione da cabaret. Meglio la
casalinghitudine che farsi sfruttare da qualche imprenditore senza etica e scrupoli . Chi sei
quando vali ci sarà chi lo noterà. Questa è una certezza per tutti i precari e disoccupati che
mi creda c'è ne sono tanti e mi creda non sono dei parassiti e dei poveri illusi. Ma tanta
grinta e valgono tanto.

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