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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Apr
23
2011

Sono normale, nè di destra, centro o sinistra


Il 40 per cento degli elettori si è allontanato dai partiti perchè ha una grande sfiducia nel continuo blaterare di un ceto politico che parla o straparla, promettendo che domani farà e dimenticando di informare su quello che non ha fatto prima.
Il ceto politico è sordo e non capisce che questa nausea montante va fermata cambiando radicalmente modo di fare. In primo luogo dimostrando che intende partecipare ai sacrifici di tutti tagliando i propri privilegi, a partire dagli emolumenti, dalle indennità e soprattutto dal rimborso per le tornate elettorali.
Per queste, la vergogna raggiunge limiti intollerabili. Infatti, i partiti ricevono più di quanto spendono, quindi lucrando la differenza. Inoltre, “udite udite”, se una legislatura si interrompe prima del tempo, i rimborsi continuano ad essere pagati per cinque anni. Cosicché, per esempio, quando la XV legilastura 2006-2008 si è interrotta, i rimborsi per la tornata elettorale di quell’anno sono continuati per i due anni successivi.

L’ulteriore conseguenza è che negli anni 2008-2009 e 2010 le casse pubbliche hanno pagato ai partiti i rimborsi delle elezioni del 2006, più i rimborsi delle elezioni del 2008. La vergogna ha raggiunto i vertici quando 56 deputati bipartisan hanno avuto la tracotanza di presentare un disegno di legge per aumentare ulteriormente questi rimborsi.
I privilegi del ceto politico sono infiniti, vanno dai viaggi ai pedaggi autostradali gratuiti, a indennità di presenza, di ristorante, di parrucchiere; allo stipendio dei collaboratori, detti portaborse, che spesso non sono assunti perchè il rimborso non è a piè di lista; agli abbonamenti ai giornali, ai rimborsi vitto e alloggio, chilometrici, e chi più ne ha più ne metta. Nessuno naturalmente controlla, per cui le spese della Camera dei deputati e del Senato sono sempre in aumento contrariamente per quanto accade per il Quirinale che ha ridotto quest’anno di 15 milioni di euro la spesa.
Cosa fare per richiamare di nuovo l’attenzione degli elettori? Cambiare modo di fare politica cioè di governare le istituzioni nell’interesse dei più, tagliando l’interesse dei pochi. Facile a dirsi, difficile a farsi. Eppure ormai non c’è più scelta.
 
Le parti in competizione nell’agone politico devono smetterla di insultarsi e di fare personalismi. Devono smetterla preliminarmente di dichiarare che sono di destra, di centro o di sinistra. Ma proporre ai cittadini progetti politici articolati in pochi punti, che si occupino di concretizzare percorsi con l’obiettivo di sviluppare l’economia e di diffondere equità fra le parti sociali, privilegiando le fasce più deboli, i cui bisogni non possono soddisfare autonomamente per carenza di risorse finanziarie.
Nell’attuale scenario vi è stata un’esasperazione dei personalismi e il tentativo di abbattere Berlusconi da parte di soggetti che non agiscono nella politica. Ma Berlusconi va battuto nelle urne non nelle piazze o nei tribunali, come dice il giovane sindaco di Firenze, Matteo Renzi. E Renzi è uomo d’onore.

Io sono normale perchè non di destra, né di centro, né di sinistra. Sono un cittadino che vorrebbe vedere il Paese crescere e competere in modo efficiente con gli altri 26 partner dell’Europa e con le nazioni progredite ed emergenti quali Brasile, Russia, India e Cina (Bric) e vorrei vedere la nostra regione competere con le altre 314 regioni d’Europa, ad armi pari.
La Sicilia non ha nulla da invidiare ed ha tutti gli strumenti per svilupparsi adeguatamente. Gli manca solo un ceto politico disinteressato verso se stesso, ma interessato verso i cittadini che dovrebbe servire, ma di cui non si dovrebbe servire. Ai cittadini normali non interessa questa becera collocazione, di destra, di centro o di sinistra, ma interessa che il benessere cresca poggiato sul lavoro a porte mobili e in cui solidarietà ed equità siano il treno su cui viaggia la società.
Questo dovrebbe capire il ceto politico. Pulirsi bene le orecchie con un adeguato cotton fioc e ascoltare i veri bisogni della gente, sulla base dei quali intervenire con tempestività per trovare soluzioni adeguate che risolvano i problemi. Basta chiacchiere. Si vogliono azioni oneste che si svolgano con capacità e trasparenza, tagliando lacci e lacciuoli e tagliando le unghie alle tante corporazioni.


I commenti dei lettori | Scrivi un commento

Inviato da Antonio da palermo il 22/04/2011 23:48
tanto non cambia nulla
Ogni tanto c'è qualcuno che fa il punto della situazione, dopodichè si va avanti come prima.
I politici pensano alla poltrona ai soldi ai privilegi tanto ci sarà sempre qualcuno che li voterà
alle prossime elezioni!! La responsabilità non sanno cosa sia. La disponibilità si che lo
sanno cos'è!!!! Solo il 40%???, speriamo che aumenti e alle prossime elezioni si vada a
votare scheda bianca. Renzi si faccia avanti c'è posto pure per lui!!!

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