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Bios kai ethos di Margherita Montalto
il blog sulla bioetica


Apr
10
2012

Mai e poi mai (2 parte)


Cercando il significato di “mai”, i vari dizionari riferiscono: da solo, nelle risposte, equivale a una negazione recisa quale “assolutamente no”; oppure: in nessun tempo, in nessun caso (di norma in frasi negative, con valore rafforzativo della negazione).
E “assolutamente no” ancora una volta è relativo. Chi afferma un assoluto del genere pensa di detenere l’ordine del mondo, quindi Dio? Eppure, quanti hanno affermato Mai, si sono sempre contraddetti, giacchè la vita li ha portati a ricredersi e “dovere d’ufficio” cambiare idea, poiché la vita stessa li ha spezzati. Questo si dice dell’arrogante. Gli antichi dicevano: “mai dire di questa acqua non ne bevo”. Quante volte ci è capitato di dovere fare ammenda e pagare lo scotto per il rigido Mai?
Cercando ho trovato un passo di Rubèn Gallego, scrittore russo, autore di Bianco su nero. “MAI. Una parola tremenda. La più tremenda di tutte le parole usate dagli uomini. MAI: la si può paragonare solo alla parola “MORTE”. La morte è un grande MAI. Un “MAI” eterno che spazza via ogni speranza e ogni possibilità…il MAI ha una fine, la morte”.
Dunque chi è quel potente Uomo che si arroga di dire Mai?


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