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Bios kai ethos di Margherita Montalto
il blog sulla bioetica


Apr
20
2012

Riconoscere lÂ’altro come persona


Quante volte ci è capitato di dire “grazie”. Rivolgere grazie all’altro, non è sudditanza, ma riconoscimento dello sforzo, dell’intento, dell’impegno dedicato e rivolto. E nulla è scontato. Grazie al figlio, alla madre, al compagno, all’amico…non è sudditanza, giacché nulla è scontato. Dire “grazie”, in un certo senso, è amore. Nulla è scontato solo perché “tu sei mio marito, mio figlio, mio padre, quindi devi…”. Imparare che ci sono dei limiti oltre i quali non andare. Quanti fanno “sacrifici”, lasciatemi dire di questo termine, a volte abusato: piace o conviene manifestare il disagio da superuomo solo per farsi compatire o farsi dire che “bravo che sei, quanto fai per la tua famiglia, che brava persona, tutto casa e famiglia… poverino!”, ecco, a parte questo, dietro questo “eroe dei sacrifici” c’è qualcuno che sicuramente lo mette alle strette. La minaccia, l’obbligo, i debiti fino all’osso (ma lui/lei sempre brava persona!) sono strumenti di ricatto micidiali. E, “grazie”, desta stupore…ma perché mi dici grazie? Perché Esisti. “Grazie” è volere sottolineare, a chi ci è vicino, che è importante, che ciò che rivolge a noi, non è dovuto o forzatamente necessario. Invece c’è chi approfitta della disponibilità: chi mette in croce con: Voglio, Devi, Fallo!
Esprimersi con un “grazie” è “dono”, “bene” “cura” “attenzione”. Credo che spesso capiti di sentirci in imbarazzo quando ci viene rivolto. Non facciamo lo sbaglio di rinunciare a questo riconosciuto rispetto, offenderemmo chi lo esprime con sentimento, chi vuole dimostrarci il suo apprezzamento, è anche questa una forma di ricambio. “Tu hai fatto questo, io ti dico grazie in segno di riconoscimento”.
Sapete che accade invece? “No, dai, non dirmi grazie, non ho fatto niente di che…”. Poi dentro di se, o alla minima occasione raccontando l’accaduto riferisce: “Sai mi ha pure ringraziato…”. Allora lo pretendevi?
Le espressioni fatte con sincerità non smentiscono la persona. E anche attraverso queste modalità si capisce con chi si ha a che fare.


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