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Quotidiano di Sicilia

 
Pirandellog di Diomede
il blog su libri, tendenze letterarie e dintorni


Feb
02
2011

Recensione: "La monaca" di Simonetta Agnello Hornby


Agata, tredicenne, sesta figlia del maresciallo Peppino Padellani di Opiri, ha un'unica colpa quella di essersi innamorata di Giacomo Lepre, ricco, anzi ricchissimo. Il maresciallo, napoletano di origine, è stato trasferito da Napoli a Palermo dal re Federico II di Borbone, dopo aver condotto una vita piena di sperperi, gli rimane solo lo stemma. Nonostante l'amore tra i due giovani le famiglie si oppongono.
 
Agata, dopo la morte del padre, è costretta a lasciare Messina, mandata in convento a S. Giorgio Stilita, a Napoli, dove viene costretta ad abbracciare la vita monastica. Una ragazzina con la testa piena di sogni ed aspettative. Pian piano si adatta alla vita del convento, che è scandita dalla preghiera, dal lavoro, tanto che impara a fare i dolci ed il pane. Ma la sua vita è a metà, da una parte deve subire una scelta fatta dalla madre dall'altra parte è tesa alla vita, come un bocciolo che è pronto a dischiudere i propri petali.
 
La vita monastica è fatta anche di intrighi, politica, in cui viene coinvolta Agata. Decide di lasciare il convento, ma poi cede per amore della zia badessa, Maria Crocifissa, e prende i voti perpetui. In dieci anni, Agata era cambiata, era consapevole di sè, aveva letto moltissimo, aveva appreso l'arte delle erbe medicinali .Riceve in questi anni, regolarmente, libri, infarciti da idee all'avanguardia, da James Garson, il capitano della nave inglese che l’ha condotta a Napoli. Uomo di spirito libero e idee rivoluzionarie. Quello che ne risulta è una donna che vive la pace del monastero con abbandono, ma che allo stesso tempo sogna di essere libera, sola ed emancipata.


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