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Pirandellog di Diomede
il blog su libri, tendenze letterarie e dintorni


Mag
04
2011

Recensione, Il vino della solitudine di Irène Némirovsky


Triste, questo è l'aggettivo giusto per questo libro. Mi ha suscitato tristezza perchè una bimba che non ha avuto un'infanzia felice non può che comunicarmi questo. Una madre, capricciosa, invaghita della sua stessa bellezza, ipocrita con se stessa, imbevuta di cose effimere. Ed Hèlene, una bimba che desidera un abbraccio da sua madre, ma si accontenta della sua istitutrice mademoiselle Rose.

L'amore per la Francia, luogo di villeggiatura di Helenè, ma con dopo la guerra e la rivoluzione d'Ottobre si trasferisce definitivamente a Parigi. Qui le cose cominciano a cambiare sua madre comincerà ad invecchiare e il brutto anatroccolo si è trasformato in donna, scoprendo il fascino che esercita sugli uomini.
Anzichè trasformasi in sua madre sceglie la strada della solitudine.
L'ho trovato bello, elegante, se si può definire così un romanzo, soprattutto mi ha suscitato emozioni.
 
A.G.


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