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Avvocato in manette per un video nel Pronto soccorso

E' avvenuto a Palermo, nell'ospedale Villa Sofia, il giorno dell'Epifania. Il legale, il quale da oltre cinque ore attendeva che la moglie fosse visitata, ha filmato le proteste dei pazienti. E' stato allontanato dai poliziotti ma ha annunciato un esposto



l giorno dell'Epifania, dopo oltre cinque ore di attesa silenziosa con decine di altri pazienti e loro familiari nel pronto soccorso di Villa Sofia a Palermo, con la moglie che aveva il codice giallo, un avvocato ha fatto alcuni brevi video della protesta che stava montando nell'astanteria.
 
Il metronotte dopo avergli chiesto il cellulare e aver tentato di spingerlo fuori ha chiamato la Polizia.
 
Gli agenti hanno fermato il legale portandolo in commissariato in manette davanti alla folla.
 
L'uomo è stato denunciato per molestie a persone e interferenze illecite nella vita privata.
 
I poliziotti che hanno accompagnato il legale nel commissariato San Lorenzo, gli hanno poi consegnato il verbale di identificazione, in cui è scritto che è indagato "per i reati 660 e 615 bis del codice penale", e quello di sequestro di quattro video e tre fotografie.
 
L'avvocato dopo essere stato rilasciato si è recato al pronto soccorso dell'ospedale Ingrassia dove ha spiegato cosa gli fosse capitato e dove è stato visitato.
 
Gli è stata diagnosticata una contusione al polso destro e una "tenosinovite abduttore pollice mano destra post-traumatica".
Il legale ha annunciato un esposto in cui racconterà ciò che ha subìto.
 
La Questura, intanto, ha fatto sapere che sulla vicenda vi sono "approfondimenti in corso".
 
Moglie e marito, il sei gennaio scorso, si erano presentati nel pronto soccorso dove c'era già tanta gente e la donna ha avuto assegnato il codice del triage alle 14.57: è rimasta nel pronto soccorso senza essere visitata fino a circa le 22 quando, sconvolta perché il marito era stato portato via dai poliziotti, ha deciso di andarsene.
 
"Mia moglie stava molto male - ha raccontato l'avvocato - vomitava in modo anomalo eravamo preoccupati. C'erano pazienti che aspettavano anche da oltre dieci ore. Intorno alle 20 alcune persone hanno cominciato a protestare perché non venivano chiamate e ipotizzavano anche che qualche raccomandato avesse saltato la fila".
 
"Ho fatto - ha aggiunto - dei brevi video col cellulare. Si è avvicinato il metronotte e mi ha intimato di consegnarli il telefonino e mi ha spinto per farmi andare fuori dall'astanteria. Poi sono arrivati quattro agenti di polizia, chiamati evidentemente dalla guardia giurata, che mi hanno chiesto il cellulare. Io l'ho negato perchè ritengo di non aver commesso alcun reato. Uno di loro mi ha invitato a seguirlo in una stanzetta".
 
"Lì dentro - ha raccontato l'avvocato - hanno tentato di levarmi il cellulare con la forza. Ho chiesto cosa volessero e loro mi hanno risposto che volevano vedere i video. Ho sbloccato il cellulare e loro hanno guardato i video. Mi sono ritrovato ammanettato e dentro la volante con mia moglie che in lacrime chiedeva cosa avessi fatto".
 
Il commissario straordinario dell'ospedale Villa Sofia a Palermo, Walter Messina, ha sottolineato che i "pazienti in codice giallo non dovrebbero presentarsi al Pronto soccorso" e ha aggiunto di aver "chiesto al primario una relazione sui fatti".
 
Messina ha aggiunto "di riservarsi di querelare per violazione della normativa sulla privacy e diffamazione".
 

Articolo pubblicato il 10 gennaio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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