Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

L'Anci trova la quadra sul Decreto Sicurezza

Lunedì l'incontro con Conte, per chiedere chiarimenti su Sprar, Asl e Centri d'accoglienza. Salvini, sprezzante, "Il premier offra il caffé, ma il testo non si tocca". Decaro, "Con il capo leghista meglio una camomilla". Orlando va avanti



Se sia soltanto una tregua momentanea o invece la fine definitiva di un braccio di ferro protrattosi per giorni ce lo diranno le prossime ore e soprattutto l'incontro di lunedì con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
 
Oggi il Consiglio Direttivo dell'Anci ha trovato la quadra tra i molti sindaci che hanno condiviso la presa di posizione di Leoluca Orlando contro alcuni articoli, giudicati incostituzionali, del cosiddetto Decreto Sicurezza, e i quattrocento - su ottomila - che hanno firmato un documento di sostegno alla legge voluta dal capo della Lega Nord Matteo Salvini.
 
Tutti si sono ritrovati - a conferma che la legge è un po' un "Pasticcio Sicurezza" - su tre proposte: la possibilità di mantenere l'accesso allo Sprar delle persone vulnerabili; l'applicazione di modalità uniformi per la presa in carico da parte delle Asl dei richiedenti asilo; il diritto a conoscere le persone presenti nei centri di accoglienza, con numero di componenti, sesso e età.
 
"Al Governo chiederemo un approfondimento tecnico - ha spiegato il presidente Antonio Decaro al termine del Direttivo - che molto probabilmente porterà all'emanazione di una circolare".
 
L'associazione dei Comuni chiederà poi anche una verifica del costo dei migranti, "perché con 45 euro a persona non è possibile coprire i costi da parte dei sindaci".
 
Ma bisogna fare in fretta, ha aggiunto il presidente dell'Anci, "perché sulla legge sulla sicurezza non possiamo aspettare i tempi della Consulta, dobbiamo intervenire prima".
 
Il sindaco di Palermo Orlando ha spiegato di voler continuare il suo impegno "per verificare la costituzionalità della legge sulla sicurezza e su questo - ha promesso - vado avanti".
 
In piena sintonia con il primo cittadino di Napoli Luigi de Magistris, che più volte a margine del direttivo Anci è tornato sul concetto di "interpretazione in modo costituzionalmente orientato delle leggi, che vanno rispettate".
 
Per Decaro "ci sta che i sindaci abbiano sensibilità diverse, ed è anche giusto che ogni singolo esprima una sua propria posizione, ma questa non è la posizione dell'Anci. Oggi in sostanza abbiamo confermato che l'Anci opera ogni volta una forma di mediazione".
 
Un siparietto ha riguardato l'affermazione di Salvini, che ha detto: "Fa bene il presidente Conte a incontrare i sindaci, un caffè non si nega a nessuno, ovviamente il Decreto funziona, non si tocca e rimane così com'è".
 
"Se è Salvini a offrire un caffè - ha detto scherzosamente De Magistris - allora dico che dobbiamo stare tutti attenti".
 
"Salvini è nervoso - ha sottolineato Orlando -, prima disprezza i migranti e ora disprezza gli amministratori".
 
E Decaro, "Magari posso proporre di prendere una camomilla per stare tutti più tranquilli".
 
Tornando all'incontro, soddisfatto il sindaco di Firenze Dario Nardella, secondo il quale "dal confronto l'Anci ne esce più forte di prima, quindi direi che il tentativo di spaccare dall'esterno l'associazione non è riuscito".
 
Non senza aggiungere che "è chiara la nostra posizione di migliorare le leggi, che in ogni caso vanno rispettate".
 
Il sindaco grillino di Livorno, Filippo Nogarin, che ha chiesto di smetterla "con le pantomime" visto che "il tentativo di voler mettere i sindaci contro il governo è stancante".
 

Articolo pubblicato il 11 gennaio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus