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Odissea Sea Watch, Itaca è a Scicli

Scopriamo il luogo in cui saranno ospitati i bambini sbarcati a Malta con le loro famiglie assegnati all'Italia. Il centro accoglienza Casa delle culture è nato nel 2014 ed è gestito dalla Federazione delle Chiese Evangeliche



Itaca è a Scicli.
 
L'Odissea di dieci dei migranti della Sea Watch rimasti per diciannove giorni nel Mediterraneo prima che l'Europa si accordasse, si concluderà nella Casa delle culture, struttura di accoglienza sorta a Scicli, nell'Ibleo, nel dicembre del 2014, nell'ambito di Mediterranean Hope (MH), il Programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei).
 
"Sono stata contattata - ha detto la responsabile Giovannella Scifo - da Federica Brizi, referente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, e ho dato la mia disponibilità ad accoglierli. Non conosco però i tempi e le modalità di arrivo".
 
La struttura può ospitare oltre quaranta persone all'interno di uno stabile collocato nel centro storico della cittadina barocca, da anni patrimonio dell'Unesco.
 
Il centro al momento ospita 33 migranti, in parte famiglie siriane, beneficiari dei visti umanitari, e donne nigeriane.
 
Con questa iniziativa - finanziata dall'8 per mille della Chiesa evangelica valdese (Unione delle chiese metodiste e valdesi), e da varie chiese e associazioni ecumeniche internazionali - ci si propone di promuovere l'accoglienza di persone in condizione di particolare fragilità e vulnerabilità.
 
Casa delle culture infatti viene riconosciuta dalla Prefettura di Ragusa "luogo sicuro" autorizzato ad accogliere soggetti definiti "vulnerabili".
 
L’azione della Casa delle culture è rivolto a quanti durante la migrazione hanno subito eventi traumatici e devono essere accompagnati lungo un percorso di riappropriazione della propria identità e dei propri progetti di vita: si tratta di minori stranieri non accompagnati, donne sole, donne con bambini piccoli e in alcuni casi nuclei familiari vulnerabili.
 
Le persone accolte vengono accompagnate e sostenute nel percorso burocratico-legale e formativo: l'équipe multidisciplinare della struttura si occupa di fornire orientamento ai servizi presenti sul territorio (riguardanti per esempio la sanità e l'istruzione), orientamento legale, mediazione sociale interculturale grazie alla presenza di corsi di alfabetizzazione nella lingua italiana e a corsi di apprendimento per il conseguimento della licenza media inferiore e inserimento dei minori nella scuola dell’infanzia o scuola dell’obbligo.
 
Importante a questo proposito la collaborazione con il Centro provinciale per l'istruzione degli adulti (Cpia) di Ragusa, e con l'Istituto Comprensivo Elio Vittorini, l'Istituto di Istruzione Superiore Quintino Cataudella e la scuola d'infanzia dell'Opera diaconale metodista di Scicli.
 
Il lavoro di accoglienza si svolge con il contributo delle figure professionali che operano all'interno della struttura e altri specialisti che collaborano alla presa in carico delle persone ospitate.
 
In particolare, nel corso degli anni, è stata creata una rete di collaborazione con diverse realtà presenti sul territorio quali la cooperativa Proxima con la quale sono stati avviati percorsi di sensibilizzazione sul tema della Tratta e dello sfruttamento; Medu (Medici per i Diritti Umani) è intervenuta nei casi in cui sono emersi evidenti sintomi di traumi psichici e torture; Oxfam e Terre des Hommes che da tre anni è presente in struttura con uno sportello di sostegno psicologico e una équipe che si occupa di coinvolgere le persone accolte in attività socio linguistiche.
 
Casa delle culture nasce anche con l'obiettivo di fornire alla comunità di Scicli un luogo di incontro e di riflessione, proponendosi non solo come uno spazio fisico di incontro ma anche e soprattutto come uno spazio mentale all'interno del quale possano incontrarsi diverse realtà culturali.
 
Il grande salone d'ingresso della Casa delle culture, viene spesso utilizzato per promuove iniziative sociali e culturali finalizzate all'integrazione, al dialogo e allo scambio interculturale.
 
Ad oggi decine di volontari, provenienti dall’Italia e dall’estero, hanno prestato servizio per periodi più o meno lunghi alla Casa delle culture. L
 
a Casa gode del sostegno pratico e dell’accompagnamento della comunità metodista locale.
 

Articolo pubblicato il 11 gennaio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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