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Stancanelli chiede ispezione. Bianco, "Bene approfondimenti"

L'esponente di FdI, sindaco fino al 2013, chiede di verificare "il corretto utilizzo delle risorse pubbliche" da parte del suo successore, che replica, "gli serve una cura per la memoria, fu lui ad approvare il Piano criticato dalla Corte dei conti



L'ex sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, ora senatore di FdI, ha chiesto "Acquisire con urgenza, anche tramite l'invio di ispettori ministeriali, gli elementi finalizzati a chiarire se i responsabili politici e gestionali del Comune di Catania nel quinquennio 2013-2018 abbiano effettivamente effettuato un corretto utilizzo delle risorse pubbliche e una gestione politico-amministrativa informata al principio costituzionale del 'buon andamento della pubblica amministrazione'".
 
La richiesta di verificare gli atti dell'amministrazione successiva alla sua, guidata dal sindaco Enzo Bianco, è contenuta in un'interrogazione parlamentare sul dissesto del Comune di Catania indirizzata ai ministri dell'Interno e dell'Economia e Finanza in cui parla di "accertate elusioni delle normative contabili individuate dalla sezione controllo della Corte dei Conti regionale e di quella a Sezioni riunite, condotte già debitamente segnalate dai magistrati contabili alla Procura di Catania".
 
"Ben vengano - ha replicato Bianco - tutti gli approfondimenti del ministero o di qualsiasi altra istituzione, così da eliminare questi sterili tentativi di confondere la realtà. Suggeriamo a Raffaele Stancanelli una robusta cura per la memoria. Forse, infatti, ha dimenticato, così come la stragrande maggioranza dei catanesi peraltro, di essere stato sindaco di Catania dal 2008 al 2013. E proprio sotto la sua gestione é stato dichiarato il predissesto della città ed é stato redatto ed approvato il piano di rientro che è tuttora in vigore".
 
"Lo stesso piano - ha aggiunto Bianco - è finito sotto le pesanti critiche della Corte dei Conti perché, ad esempio, l'amministrazione Stancanelli sottostimò molto pesantemente le potenziali passività da contenziosi (solo queste ultime, secondo la Corte, erano effettivamente di 712 milioni di euro, ma il piano li quantificava in soli otto milioni) o i debiti fuori bilancio, mascherando così la vera situazione del Comune. Nei successivi cinque anni in cui ho amministrato la città abbiamo ottenuto numerosi risultati positivi riconosciuti dalla Corte. Ma il piano di Stancanelli, venuti alla luce i veri debiti, non era più sostenibile ed è arrivato il dissesto".
 
Nell'interrogazione Stancanelli afferma che "in particolare tra il 2016 e il 2018" il Comune di Catania è stato al centro di "diverse indagini della Procura per gravi reati commessi nell'esercizio di funzioni pubbliche, che hanno chiamato in causa autorevoli esponenti del Comune" e parla di un "l'oggettivo inquietante quadro di incertezza e malcostume nella gestione delle finanze comunali di Catania... segnalato al ministero dell'Interno sia nel 2016 che nel 2017, con tre interrogazioni dei senatori del M5S, in cui si chiedeva, tra l'altro, l'invio di ispettori ministeriali, ma senza risposte dal ministro".
 
"Stancanelli - ha concluso Bianco -, dopo aver fallito tutte le sue battaglie in Parlamento, come far arrivare risorse a Catania o far inserire la riscossione della Tari attraverso il pagamento delle bollette, che avrebbe portato giovamento alle casse comunali, si è improvvisamente svegliato non ricordando di essere stato il Sindaco che ha dichiarato il predissesto nel 2012, dopo aver governato per 4 anni e dopo 12 anni di amministrazioni di centrodestra che hanno trascinato a fondo la città. Ben vengano dunque tutti gli approfondimenti, che naturalmente riguarderanno il periodo in cui egli è stato sindaco".

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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