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Blutec, gli operai non mollano, Di Maio convitato di pietra

Da lunedì presidio stabile davanti alla fabbrica. Intanto l'azienda dice di voler confermare gli impegni ma nessuno ci crede. Pronta una protesta a Roma contro il governo pentaleghista sostenuta dai sindaci del territorio



Dopo due giorni di sit-in e occupazione simbolica del Municipio di Termini Imerese coinvolgendo anche una decina di sindaci del comprensorio, gli operai della Blutec sposteranno da lunedì la protesta davanti alla fabbrica, con un gazebo e un presidio permanente di fronte ai cancelli, con le bandiere e gli striscioni di Fim Fiom e Uilm. Saranno presenti anche sindaci e amministratori del comprensorio che stanno sostenendo la protesta preoccupati dal fatto che non vi è alcuna chiarezza sul piano di rilancio della fabbrica ex Fiat da parte di Blutec, mai avviato.
 
I sindacati stanno governando la mobilitazione scattata per rivendicare la proroga, per il 2019, della cassa integrazione e di quella in deroga per mille lavoratori (564 diretti e 300 indotto) come prevede un accordo ministeriale del sette gennaio scorso, l'estensione delle tutele sociali a 62 operai rimasti scoperti e il rilancio definitivo dello stabilimento.
 
I sindacati accusano l'azienda di non avere mantenuto gli impegni assunti e sollecitano il ministro per lo Sviluppo economico, il vicepremier e capo politico grillino Luigi Di Maio a convocare un tavolo di confronto per dare una sterzata alla vertenza.
 
"Di Maio si vergogni - ha dichiarato il parlamentare del Pd, Carmelo Miceli - per il modo in cui sta trattando la Sicilia e la vertenza Blutec. A distanza di pochi mesi dalle mirabolanti promesse di rilancio fatte in campagna elettorale e dallo show improvvisati dinanzi ai cancelli della ex fabbrica Fiat nel mese di ottobre, il due volte Ministro al Lavoro e allo Sviluppo Economico ha deciso di scappare dalla vertenza e di abbandonare al loro destino centinaia di lavoratori: da giorni, non si degna di riscontrare una richiesta formale di incontro inoltrata dal Sindaco di Termini Imerese".
 
"Invece di dichiarare guerra alla Francia, Di Maio potrebbe occuparsi delle numerose crisi in Italia a partire da quella della Blutec di Termini Imerese: si rischia di far esplodere una vera e propria bomba sociale su un territorio già colpito duramente dalla crisi", ha aggiunto il deputato di Sinistra Italiana/LeU Erasmo Palazzotto.
 
Per i sindacati è stato proprio il mancato rispetto della road map da parte di Blutec ad aver bloccato la firma del decreto per il finanziamento della cassa.
 
Ma in una nota, l'azienda ha cercato di rassicurare i lavoratori.
 
"Ad oggi - si afferma - non ci risulta alcun rilievo ufficiale al nostro piano di reindustrializzazione del sito di Termini Imerese, sul quale stiamo continuando a lavorare con il massimo impegno".
 
E si aggiunge: "Siamo in attesa che vengano completati i passaggi burocratici noti a tutti. Ancora una volta l'azienda conferma il suo impegno su Termini Imerese, che rimane sito di primaria importanza nella strategia industriale di sviluppo del nostro gruppo per i prossimi anni".
 
I lavoratori che attendono notizie della Cig ieri si sono uniti nel sit-in in Municipio con gli operai riassorbiti dall'azienda, in totale 130 persone.
 
I sindacati hanno proclamato ieri due le ore di sciopero scattate in due blocchi: dalle 10 alle 12 e dalle 11 alle 13.
 
Nel corso dell'assemblea sindacale, all'interno dell'aula consiliare termitana, hanno partecipato alcuni amministratori, tra cui i sindaci di Cefalù, Cerda, Montemaggiore, Trabia, Caccamo, Termini Imerese.
 
Fim Fiom e Uil hanno chiesto più volte un incontro urgente ai ministeri del Lavoro e dello Sviluppo, anche attraverso la Prefettura di Palermo e la Presidenza della Regione, senza al momento avere ricevuto risposte.
 
Vista la situazione di stallo e il silenzio del governo pentaleghista e di Luigi Di Maio in particolare, venerdì 15 febbraio i sindaci e gli amministratori del comprensorio parteciperanno a una seduta aperta del Consiglio comunale di Termini Imerese a sostegno dei lavoratori della Blutec e dell'indotto.
 
Sindaci e amministratori parteciperanno anche a una protesta che i sindacati stanno organizzando a Roma se dal ministero del Lavoro e da quello dello Sviluppo economico non arriveranno ancora risposte sullo stato del progetto Blutec, che attraversa una fase di stasi, e sulla promessa attivazione della cassa integrazione per il 2019.
 

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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