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Cgil, il Governo lo svuota, lavoratori sulla strada

Il segretario confederale Giuseppe Massafra spiega che si perderanno quasi mille posti di lavoro tra diretto e indotto "in un territorio già profondamente segnato da una crisi economica e sociale". Nei giorni scorsi la protesta del sindaco



Anche la Cgil, dopo la protesta dei giorni scorsi del sindaco di Mineo Mistretta, lancia l'allarme sulla chiusura del Cara siciliano, "il più grande centro di accoglienza richiedenti asilo d'Europa e il secondo in via di chiusura dopo quello di Castelnuovo di Porto".
 
Il Centro di Mineo era stato inaugurato nel 2011 dal governo presieduto da Silvio Berlusconi e sostenuto da una coalizione formata da PdL, Lega Nord ed MpA.
 
Ministro dell'Interno era il leghista Roberto Maroni.
 
Adesso un altro ministro dell'Interno della Lega Nord, Matteo Salvini, ha definito un "grave errore" l'apertura del Centro e ha annunciato la "chiusura del Cara entro l'anno".
 
"E' iniziato lo svuotamento - afferma in una nota il segretario confederale della Cgil Giuseppe Massafra - e questo è un intervento che lascerà per strada sia i migranti ospiti, che migliaia di lavoratori che per anni si sono impegnati a garantire i servizi all'interno del centro".
 
"Con le sue politiche l'esecutivo pentaleghista continua a non garantire diritti fondamentali come quello dell'accoglienza, dell'integrazione e del lavoro - prosegue - il governo italiano e i governi europei devono adottare una politica comune in materia d'accoglienza dei richiedenti asilo, garantire la protezione umanitaria e il rispetto dei diritti umani".
 
Con la chiusura del Cara di Mineo, entro la fine dell'anno, spiega "si perderanno quasi mille posti di lavoro, tra diretti e indotto, in un territorio già profondamente segnato da una crisi economica e sociale".
 
"Intanto - ha aggiunto -, ai dipendenti ancora impiegati si continuano a ridurre le ore di lavoro e di conseguenza ai 1.190 migranti ancora ospitati, si tagliano i servizi".
 
La Cgil ha chiesto un incontro al ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro, il vicepremier e capo politico grillino Luigi Di Maio, "affinché, coinvolgendo le parti sociali, venga gestita nel migliore dei modi la fine del sistema di accoglienza per tutto il territorio Calatino".
 
Le conseguenze del decreto Sicurezza - conclude la nota della Cgil - sono ampie e distruttive: attraverso lo smantellamento dell'accoglienza non si infligge un duro colpo solo ai migranti, lasciandoli in balia delle onde, ma anche i lavoratori che perdono ogni prospettiva".
 
 

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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