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Lo Stato non paga, i familiari delle vittime pignorano

Dopo la decisione della Corte d'appello di Palermo il Ministero dei Trasporti, retto da Danilo Toninelli, e quello della Difesa, cercano cavilli non sborsare il dovuto. Da qui la decisione dei familiari delle vittime



Lo Stato non vuole pagare il risarcimento stabilito dalla Corte d'appello di Palermo e torna a prolungare la lunghissima battaglia civile dei familiari delle 81 vittime della strage aerea di Ustica, quando il 27 giugno del 1980 un Dc9 Itavia, partito da Bologna per Palermo, si inabissò nel mar Tirreno.
 
Il nuovo atto contro lo Stato, che continua a cercare cavilli per non sborsare i risarcimenti decisi dai giudici, lo hanno presentato la moglie e le tre figlie di Carlo Parrinello, uno dei morti della tragedia, notificando un atto di pignoramento nei confronti dei ministeri dei Trasporti e della Difesa.
 
Sulla somma decisa dai giudici di 1.908.909 i ministeri hanno pagato solo 431.794 euro. Il credito oggetto di pignoramento è di 1.477.107 euro.
 
Già nel 2015 lo Stato non voleva pagare i risarcimenti decisi dal giudice di Palermo ad altri 18 familiari di alcune vittime tanto che l'avvocato erariale Maurilio Mango chiese alla Corte d'appello civile di Palermo il rigetto delle domande per gli indennizzi e di porre a carico dei familiari il pagamento delle spese di giustizia.
 
La causa era quella per cui il giudice monocratico, Sebastiana Ciardo, aveva condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti a risarcire con 5 mln 637.199 euro i 14 familiari - o eredi di essi - di sette vittime. Ora però si tratta di una sentenza passata in giudicato che deve essere solo eseguita. Parrinello, di Marsala (Tp), era un imprenditore agricolo. Aveva 44 anni quando morì e manteneva la famiglia.
 
La sentenza della corte di appello civile, del 7 luglio 2017, riguarda la decisione in primo grado del giudice Paola Protopisani che affermò che la causa dell'abbattimento fu "un missile o una collisione in una scena militare". L'Avvocatura dello Stato sostiene che i familiari delle vittime percepiscono una indennità di circa 1600 euro al mese, quindi vanno defalcate dal risarcimento tutte le somme future che i familiari percepiranno fino al compimento di 75 anni.
 
I legali dei familiari di Parrinello, gli avvocati Vanessa e Fabrizio Fallica, sostengono che la sentenza non parla assolutamente di questa detrazione futura e indica con precisione il risarcimento che lo Stato deve pagare. Parlano di una decisione "incomprensibile" dello Stato che ancora una volta "prende posizione non con le vittime della tragedia aerea e con i loro familiari ma contro. E' una situazione imbarazzante - dicono - Questa posizione dell'Avvocatura serve solo a gravare ancor di più lo Stato di spese per le procedure esecutive".
 
Nella sentenza d'appello che riguardava 42 familiari delle vittime, i giudici hanno condannato i ministeri a pagare ai legali 378.484 euro, oltre al rimborso forfettario per spese generali.
 
Gli avvocati Fallica hanno notificato un atto di precetto ai due ministeri anche da parte degli otto familiari di altre tre vittime che devono avere, dopo la sentenza definitiva, circa due milioni di euro avendo ricevuto solo un pagamento parziale. Ma la battaglia delle decine di familiari delle 81 vittime della strage di Ustica non sembra destinata a finire presto.
 

Articolo pubblicato il 10 febbraio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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