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Blutec, ora anche Musumeci chiama Di Maio

"La tensione sociale preoccupa le istituzioni" scrive in una lettera il Presidente della Regione. Da domani la protesta si sposterà davanti alla fabbrica, con un gazebo e un presidio permanente cui parteciperanno i sindaci del territorio



"Il perdurare dell'incertezza sulla vertenza Blutec ha determinato un crescente stato di tensione sociale, del quale lei ha peraltro avuto diretta cognizione nel corso della sua recente visita".
 
Comincia così una dura lettera inviata dal presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, al ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro Luigi Di Maio, vicepremier e capo politico grillino, a proposito della vertenza Blutec di Termini Imerese.
 
"Decine di lavoratori - scrive il Presidente della Regione Siciliana - sono oggi privi di qualsiasi certezza per il futuro proprio e delle rispettive famiglie. La conseguente, inevitabile tensione sociale, che preoccupa le istituzioni locali rischia ormai, in mancanza di interventi idonei a ridare speranza ai lavoratori e, al contempo, avviare un percorso di vero rilancio del territorio, di sfociare in ulteriori ed eclatanti iniziative di protesta, con ripercussioni anche di ordine pubblico".
 
"La soluzione della vertenza - conclude Musumeci nella lettera - non può che essere individuata a livello centrale. Le chiedo, al riguardo, di valutare l'istituzione presso il Ministero di un tavolo tecnico dedicato, che coinvolga anche le istituzioni locali e al quale si assicura ogni necessario contributo".
 
La presa di posizione di Musumeci è giunta dopo che il livello di esasperazione dei mille lavoratori coinvolti ha raggiunto i livelli di guardia.
 
Da domani, tra l'altro, la protesta si sposterà davanti alla fabbrica, con un gazebo e un presidio permanente di fronte ai cancelli, con le bandiere e gli striscioni di Fim Fiom e Uilm. Saranno presenti anche sindaci e amministratori del comprensorio che stanno sostenendo la protesta preoccupati dal fatto che non vi è alcuna chiarezza sul piano di rilancio della fabbrica ex Fiat da parte di Blutec, mai avviato.
 
I sindacati stanno governando la mobilitazione scattata per rivendicare la proroga, per il 2019, della cassa integrazione e di quella in deroga per mille lavoratori come prevede un accordo ministeriale del sette gennaio scorso, l'estensione delle tutele sociali a 62 operai rimasti scoperti e il rilancio definitivo dello stabilimento.
 
I sindacati hanno accusato l'azienda di non avere mantenuto gli impegni assunti e sollecitato Di Maio, che in questa vicenda è il convitato di pietra, a convocare un tavolo di confronto per dare una sterzata alla vertenza.
 
Vista la situazione di stallo e il silenzio del governo pentaleghista e di Luigi Di Maio in particolare, venerdì 15 febbraio i sindaci e gli amministratori del comprensorio parteciperanno a una seduta aperta del Consiglio comunale di Termini Imerese a sostegno dei lavoratori della Blutec e dell'indotto.
 
Sindaci e amministratori parteciperanno anche a una protesta che i sindacati stanno organizzando a Roma se dal ministero del Lavoro e da quello dello Sviluppo economico non arriveranno ancora risposte sullo stato del progetto Blutec, che attraversa una fase di stasi, e sulla promessa attivazione della cassa integrazione per il 2019.
 

Articolo pubblicato il 10 febbraio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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