Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Torna l'incubo pidocchi fra i minorenni a scuola

I pediatri, "Ogni anno un milione e 200 mila under 18 fanno i conti con la pediculosi e i cosiddetti giorni della merla sono i peggiori, specie per chi ha bambini dai tre ai dodici anni". Non è necessario tagliare i capelli



Il bambino torna da scuola e inizia a grattarsi furiosamente, così scatta l'allarme pidocchi.
 
"Ogni anno un milione e 200 mila under 18 fanno i conti con i pidocchi, e queste settimane sono le peggiori, specie per chi ha bambini dai 3 ai 12 anni".
 
Parola del pediatra Italo Farnetani, ordinario alla Libera università degli Studi di scienze umane e tecnologiche di Malta, che spiega: "L'abbinamento tra il freddo delle ultime settimane, quello dei giorni della merla per intenderci, e ambienti chiusi e affollati ha favorito la diffusione di tutti gli agenti infettivi e anche di questi parassiti. La trasmissione dei pidocchi, poi, è agevolata dall'uso di sciarpe e cappelli, spesso appesi vicini fra loro o ammucchiati dai bambini".
 
Se il problema è irrilevante fra i piccolissimi con meno di un anno, dopo diventa democratico.
 
"Ogni anno - racconta Farnetani - vengono colpiti centomila bimbi di 1-2 anni, quattrocentomila di 3-6 anni, mezzo milione di 7-12 anni e duecentomila di 13-18 anni".
 
E l'infestazione, come ormai sanno bene molti genitori, può ripresentarsi a distanza di poche settimane.
 
"Quando un bambino presenta periodicamente i pidocchi, non è perché la famiglia non è stata diligente o abbia scelto un prodotto sbagliato - dice il pediatra - ma è solo che in classe c’è qualcuno che presenta i pidocchi e non fa il trattamento".
 
Come evitare dunque fastidiose infestazioni?
 
"Considerando - spiega - che le uova del pidocchio ci mettono otto giorni a svilupparsi, è sufficiente che voi controlliate, per esempio il sabato, la testa del bambino, soprattutto sulla parte della nucase non osservate niente, il bambino non deve fare alcun trattamento, mentre se vedete le lendini, che sono piccole uova color avorio saldamente attaccate alla base del capello, e che soffiando non vanno via, eseguite il trattamento al bambino con il consueto prodotto".
 
I pidocchi del capo "sono più frequenti nel bambino in età di scuola materna ed elementare, poi la frequenza diminuisce progressivamente. I genitori però devono periodicamente controllare i capelli ai figli, soprattutto nella zona della nuca e dietro le orecchie".
 
"Quello che si vede più facilmente in caso di presenza di pidocchi - ribadisce Farnetani - sono proprio le uova. È importante distinguerle dalla forfora che si deposita sul cuoio capelluto e soffiando vola via. Le lendini hanno una forma ovoidale di qualche millimetro e sono attaccate saldamente al capello a circa un centimetro dalla base; per asportarle bisogna esercitare una forte pressione con le dita o con un pettine".
 
Il famoso pettine fitto.
 
Trovare nella testa di un bambino i pidocchi "non significa scarsa igiene o trascuratezza dei genitori, ma solo l'essere venuti in contatto con persone che avevano a loro volta i pidocchi. Anche nel caso in cui i pidocchi ritornano dopo un primo trattamento, non significa che la cura è stata inefficace - assicura il pediatra - ma solo che è stata incontrata nuovamente una persona con i pidocchi. Oppure che nella classe non tutti hanno fatto il trattamento. Un ostacolo è legato anche al prezzo di questi prodotti, molto efficaci ma non certo a buon mercato".
 
La buona notizia, soprattutto per le bambine, è che "non è necessario tagliare i capelli: basta fare un solo trattamento con i prodotti antiupediculosi e il bambino può tornare a scuola, come previsto dalle leggi sanitarie".
 

Articolo pubblicato il 10 febbraio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus