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Nave Sansovino, quattro a giudizio per marittimi morti

Processo anche per la società Caronte&Tourist Isole Minori Spa come persona giuridica. Il comandante dell'imbarcazione, Salvatore Virzì, ha invece patteggiato due anni. Tre marinai morirono nel 2016 per aver respirato gas nocivi in una cisterna



Il Gup di Messina ha rinviato a giudizio Domenico Cicciò, Luigi Genghi, Fortunato De Falco, Giosuè Agrillo e la società Caronte&Tourist Isole Minori Spa, come persona giuridica, con le accuse a vario titolo di omicidio colposo e violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro.
 
I provvedimenti sono stati emessi nell'ambito dell'inchiesta aperta, nel 2016, dopo la morte di tre marittimi sulla nave Sansovino.
 
Salvatore Virzì, comandante della nave invece ha optato per il patteggiamento della pena a due anni di reclusione con il beneficio della sospensione.
 
Luigi Genghi, è indagato in qualità di armatore della motonave Sansovino, Domenico Cicciò in qualità di ispettore tecnico della società Caronte&Tourist Isole Minori, Fortunato De Falco, in quanto direttore di macchina, Giosuè Agrillo, come Dpa (designated person ashore) della società di gestione "Seastar Shipping Navigation Ltd". Quest'ultima era deputata al controllo e alla verifica della corretta attuazione delle procedure previste dal manuale di gestione della sicurezza a bordo.
 
La tragedia nella quale persero la vita, intossicati, i tre marittimi Cristian Micalizzi di Messina, Gaetano D'Ambra di Lipari e Santo Parisi di Terrasini, era avvenuta sulla Sansovino mentre era ormeggiata al molo Norimberga del porto di Messina.
 
Venne accertato che gli operai erano scesi in una cisterna della nave per eseguire lavori di pulitura e lì respirarono gas nocivi.

Articolo pubblicato il 12 febbraio 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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