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Quotidiano di Sicilia

Montante ai domiciliari per motivi salute

Taormina, "Dieci mesi di ingiusta e inumana detenzione". I giudici del tribunale dispongono il braccialetto elettronico. Per i giudici "non si può dimenticare la pericolosità", ma bisogna "tener conto del minore pericolo di inquinamento delle prove"



E' stato scarcerato ed è agli arresti domiciliari, con il braccialetto elettronico, l'ex numero uno di Confindustria Sicilia, Antonello Montante.
 
Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Caltanissetta per "motivi di salute". Montante è imputato, con altre cinque persone, nel processo con il rito abbreviato davanti alla Gup Graziella Luparello per corruzione, favoreggiamento, rivelazioni di segreto d'ufficio e accesso abusivo al sistema informatico.
 
"Antonello Montante - ha scritto su Facebook il suo avvocato, Carlo Taormina - è stato liberato dopo dieci mesi di ingiusta e inumana detenzione! Comincia ora la vera battaglia giudiziaria dell'ex presidente di Confindustria Sicilia e dell'ex vicepresidente di Confindustria nazionale contro la mafia che lo ha calunniosamente fatto arrestare per riprendere gli sporchi affari che per dodici anni Montante aveva azzerato in simbiosi con la magistratura nissena che gli ha poi voltato le spalle".
 
"Antonello Montante - ha annunciato il penalista - inizierà il nuovo percorso processuale di attacco a tutti coloro che hanno tentato di massacrarlo chiedendo di essere sentito dalla Procura di Catania ove verserà tutte le sue consapevolezze che mai potrebbe trasmettere alla Procura di Caltanissetta".
 
Nelle tredici pagine del provvedimento di scarcerazione il Tribunale del Riesame di Caltanissetta, accogliendo la richiesta degli avvocati Carlo Taormina e Giuseppe Panepinto, ha disposto per Montante gli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico e il "divieto di comunicare, con qualsiasi mezzo, con persone diverse dai conviventi e dai difensori che lo assistono".
 
Per i giudici "non si può dimenticare la pericolosità già ravvisata nell'imputato", ma bisogna "tenere conto altresì dell'oggettivo affievolimento del pericolo di inquinamento probatorio conseguente alla scelta di definire il processo col rito abbreviato e dal presumibile attenuarsi della capacità a delinquere dell'imputato" sia "per la patologia depressiva che lo ha colpito" sia per "l'effetto deterrente" legato ai nove mesi di detenzione.
 
Il Tribunale ritiene che la detenzione in carcere deve essere "sostituita con gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico" e il "divieto assoluto di comunicare" con l'esterno vista "l'intrinseca inaffidabilità dell'appellante".
Secondo l'accusa l'ex leader di Confindustria Sicilia aveva creato quello che la Procura ha definito il Sistema Montante: una "tentacolare rete di rapporti" con politici, uomini dei servizi segreti e delle forze di polizia per ottenere e scambiare informazioni riservate dalla Procura di Caltanissetta.
 
Montante era stato arrestato e posto ai domiciliari dalla Squadra mobile della Questura il 14 maggio del 2018, in esecuzione di un'ordinanza di 2.567 pagine firmata dal gip Maria Carmela Giannazzo che ha accolto l'impianto accusatorio dell'inchiesta 'Doble face' della Dda nissena.
 
Il 24 maggio è stato poi condotto in carcere: il gip ha inasprito la misura dei domiciliari perché l'indagato avrebbe tentato di inquinare le prove a suo carico.
 
La Cassazione ha di recente rigettato un ricorso del suo collegio di difesa per trasferire il processo da Caltanissetta.

Articolo pubblicato il 13 marzo 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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