Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia

Le immagini di Zecchin per raccontare la Sicilia

Dal 16 marzo la mostra nel Centro internazionale di fotografia di Palermo



PALERMO – Sabato 16 marzo, nei locali del Centro internazionale di fotografia diretto da Letizia Battaglia, aprirà al pubblico “Continente Sicilia”, la mostra dedicata al fotografo Franco Zecchin.
 
Con oltre novanta fotografie in bianco e nero, stampate in diversi formati, la mostra attraversa quasi vent’anni della vita e della carriera del noto fotografo. Dal 1975 al 1994, Franco Zecchin ha fotografato la Sicilia e a partire dalla Sicilia. Erano gli anni della guerra di mafia e dell’impegno civile. Immagini che nascono dalla tensione tra ricerca estetica e critica sociale.
 
Alla brutalità mafiosa, fatta di omicidi e di attentati, si accompagnano i processi e i funerali. Alle immagini delle esperienze di vita all’interno degli ospedali psichiatrici, si alternano quelle degli spazi urbani, delle feste religiose, degli incontri e delle relazioni in un contesto sociale denso e aperto sul mondo.
 
La prospettiva che propone questa mostra è antitetica a quella di un’insularità marginale e bloccata nella sua unicità, rassegnata a subire l’oppressione del potere mafioso e incapace di reagire agli stimoli dell’attualità globale. Le proteste universitarie o le mobilitazioni contro le basi americane ricordano che la Sicilia non è solo il luogo di nascita della mafia ma anche dell’antimafia e di numerose sperimentazioni sociali.
 
In occasione dell’esposizione uscirà il volume “Continente Sicilia” edito da Postcart.
 
Nato nel 1953 a Milano, Zecchin si trasferisce a Palermo nel 1975, dove diventa fotografo professionista, integrando il gruppo di collaboratori del quotidiano “L’Ora”. Lavora sulla mafia, la corruzione politica e le condizioni sociali in Sicilia. Nel 1977, con Letizia Battaglia, crea il primo Centro culturale per la Fotografia situato nel Sud Italia e, nel 1980, è tra i fondatori del Centro di documentazione contro la Mafia Impastato.
 
Tra il 1989 e il 1991 conduce un’inchiesta fotografica sui rapporti tra inquinamento industriale e salute pubblica in Slesia (Polonia). Nel 1991 inizia una ricerca fotografica sul nomadismo e l’uso delle risorse ambientali lavorando per alcuni anni su una decina di società in diverse parti del mondo.
 
Oggi vive e lavora in Francia, più precisamente a Marsiglia, dove insieme alle attività di formazione alla fotografia continua a esplorare il rapporto tra territorio e pratiche sociali attraverso la fotografia. Le sue foto fanno parte delle collezioni dell’International museum of Photography di Rochester, del Moma di New York e della Maison Européenne de la Photographie a Parigi.

Articolo pubblicato il 14 marzo 2019 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus