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Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali

di Francesco Torre

Anche Tim Burton affonda il proprio genio visionario nei gangli del genere young adult



MISS PEREGRINE- LA CASA DEI RAGAZZI SPECIALI

Regia di Tim Burton, con Eva Green (Miss Peregrine), Asa Butterfield (Jacob Portman), Samuel L. Jackson (Barron). Usa 2016, 127’. Distribuzione: 20th Century Fox.

Con la trasposizione cinematografica del best-seller di Ransom Riggs, il primo di una serie di volumi, anche Tim Burton affonda il proprio genio visionario nei gangli del genere young adult.

La vicenda è ambientata principalmente all’interno di un orfanotrofio posto su una remota isola nei pressi del Galles, dove vive un gruppo di bambini con poteri stravaganti (uno galleggia per aria, un altro è una specie di alveare umano), trasformati in anomala famiglia sotto le cure della loro direttrice, Miss Peregrine.

L’intento della donna è di proteggere i ragazzi dalle magiche macchinazioni di una creatura poliforme di nome Barron (il solito Samuel L. Jackson), che uccidendoli otterrebbe nientepopodimeno che l’immortalità. Quando però uno degli adolescenti scopre le proprie doti, convince gli altri ad affrontare Barron in un’epica lotta tra bene e male.

L’intreccio originale, che comprende salti temporali e anche una storia d’amore tra teenagers e che fa muovere i personaggi al tempo della Seconda Guerra Mondiale, permette a Burton la realizzazione di sequenze ora efficacemente spettrali, ora volutamente eccentriche. L’adattamento, però, risulta traballante, come d’altra parte tutta l’ultima parte della filmografia del genio scarico di Burbank (di cui comunque avevamo apprezzato il precedente “Big Eyes”).

Un po’ troppi retroscena nel primo atto, un insopportabile vortice di effetti digitali nelle sequenze d’azione, un finale eccessivamente convenzionale smorzano il passo divertente e giocosamente macabro che pure il film ha, giovandosi peraltro di una favolosa Eva Green e tornando ai temi più cari all’autore: la diversità nell’adolescenza, l’esplorazione del perturbante, la materializzazione di mondi interiori immaginari, la crisi della struttura familiare come fulcro dell’equilibrio personale.

Voto: ☺☺1/2☻☻

Articolo pubblicato il 04 gennaio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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