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Quotidiano di Sicilia

Il leghista che minaccia i giudici

Il segretario regionale abruzzese della Lega, Bellachioma, ha scritto su Fb "se toccate il Capitano (Salvini) vi veniamo a prendere sotto casa". L'Anm, "Atto di inaudita gravità". Silenzio dal ministro grillino Bonafede



Un post su Facebook del segretario regionale abruzzese della Lega, Giuseppe Bellachioma, polemico con la magistratura per possibili indagini su Salvini ha provocato una reazione forte dell'Associazione nazionale magistrati.
 
Bellachioma, che è anche deputato nazionale leghista, nel suo post riprende le parole del vicepremier: "pare che per la nave Diciotti, ferma nel porto di Catania, la Procura stia indagando ignoti per trattenimento illecito e sequestro di persona. Nessun ignoto, INDAGATE ME! Sono io che non voglio che altri CLANDESTINI (questo sono nella maggioranza dei casi) sbarchino in Italia. Se mi arrestano, mi venite a trovare Amici?".
 
 
 
Bellachioma chiosava con un'aperta minaccia: "se toccate il Capitano vi veniamo a prendere sotto casa" e l'Anm ha parlato di un atto di "inaudita gravità che rappresenta un inaccettabile tentativo di interferire nella attività dei magistrati impegnati nella delicata vicenda".
 
"È un fatto senza precedenti - prosegue l'Anm - tenuto conto della provenienza da un parlamentare, da chi dovrebbe rispettare l'attività che svolgono tutte le Istituzioni, tra esse la magistratura. Respingiamo ogni tentativo di interferenza e di intimidazione, assicurando che tutti i magistrati svolgono e continueranno a svolgere i propri compiti rispondendo esclusivamente alla legge, per cui ogni tentativo di condizionamento sarà vano".
 
"É molto grave - ha scritto il deputato Walter Verini, Responsabile Giustizia del Pd - e inammissibile il silenzio del Ministro della Giustizia Bonafede che non ha ritenuto di dire una parola a tutela dell'autonomia e indipendenza della magistratura davanti agli attacchi intimidatori e alle minacciose parole pronunciate dal parlamentare leghista Bellachioma".
 
"Era già successo - ha aggiunto Verini - con i magistrati di Genova che indagano sui 49 milioni di soldi pubblici che la Lega ha fatto sparire. Oggi si intimidiscono i magistrati che indagano sulle gravissime ipotesi di reato che la vicenda dei profughi della Diciotti porta con sé. Possibili reati penali come il sequestro di persona, la violazione di fondamentali diritti umani di persone, di esseri umani stremati e disperati, vittime di una vicenda che sta disonorando l'Italia e che vedono protagonisti il Ministro Salvini e il Governo".
 
"Per questo, come Pd - ha concluso Verini -  interroghiamo il Ministro della Giustizia, gli chiediamo di uscire da un colpevole silenzio e di fare il dovere che la Costituzione - su cui ha giurato, anche se troppi ministri di questo governo lo hanno dimenticato - gli impone di compiere. E che gli dovrebbero imporre anche elementari principi di umanità e civiltà".
 
Giuseppe Ercole Bellachioma, 59 anni, è originario di Roseto degli Abruzzi ma vive e risiede da anni nelle Marche, dove gestisce un'impresa di pompe funebri, è diventato segretario abbruzzese della Lega nel luglio 2017, investito direttamente da Matteo Salvini, per questo accusato di curare soprattutto gli interessi suoi e dei suoi fedelissimi.

Articolo pubblicato il 24 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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