Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Diciotti, il caso finisce al Csm

Quattro membri del Consiglio superiore della magistratura chiedono "la verifica del rispetto delle norme" da parte del Plenum presieduto da Mattarella. La riunione il cinque settembre. Legnini, "Equilibrio tra poteri"



La vicenda della nave Diciotti con "la verifica del rispetto delle norme" deve essere inserita all'ordine del giorno del primo plenum fissato per il 5 settembre. E' quanto chiedono i consiglieri del Consiglio superiore della magistratura Valerio Fracassi, Claudio Galoppi, Aldo Morgigni e Luca Palamara.
 
"Le vicende relative al trattenimento a bordo della nave Diciotti hanno fatto registrare, negli ultimi giorni, - affermano i consiglieri - interventi di esponenti del mondo politico e, soprattutto, delle istituzioni, anche in relazione agli accertamenti giurisdizionali in corso. La verifica del rispetto delle norme in una vicenda di questa portata è doverosa nell'interesse delle istituzioni".
 
"Gli interventi a cui abbiamo assistito, per provenienza, toni e contenuti - sottolineano i quattro togati -, rischiano di incidere negativamente sul regolare esercizio degli accertamenti in corso".
 
"Riteniamo - aggiungono - che sia necessario un intervento del Csm per tutelare l'indipendenza della magistratura e il sereno svolgimento delle attività di indagine. In attesa di valutare eventuali altre iniziative, è opportuna una immediata riflessione sull'argomento".
 
"Chiediamo, pertanto - concludono -, che l'argomento venga inserito nell'ordine del giorno del primo plenum, fissato per il 5 settembre".
 
Immediata la risposta del vice-presidente del Csm Giovanni Legnini: "Sottoporrò l'istanza dei consiglieri, che condivido nel merito, al primo Comitato di Presidenza utile che si terrà nei prossimi giorni".
 
"Il nostro obiettivo - ha sottolineato Legnini - è esclusivamente quello di garantire l'indipendenza della magistratura e il sereno svolgimento delle indagini e di ogni attività giudiziaria".
 
"Assumeremo ogni iniziativa utile per conseguire tale doverosa finalità, nel pieno rispetto delle nostre prerogative e senza invadere il campo di valutazioni e decisioni che - ha concluso - spettano al potere esecutivo e a quello giudiziario in base ai principi costituzionali che regolano la separazione e l'equilibrio tra i poteri".

Articolo pubblicato il 25 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus