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Sottosegretari Candiani e Molteni incontrano commissario aggredito

In Questura, dove c'erano anche il questore Alberto Francini, il vicario del Prefetto Enrico Gullotti e il sindaco Salvo Pogliese. Assicurata "la massima disponibilità alla Questura di Catania per un sempre più incisivo controllo del territorio"



I sottosegretari all'Interno Stefano Candiani e Nicola Molteni, entrambi della Lega Nord, hanno incontrato nella Questura di Catania il commissario della Polizia di Stato aggredito ieri da due giovanissimi gambiani entrati nel suo appartamento per rubare e che lo hanno ferito con un'arma da taglio.
 
Al Commissario, definito da Molteni "un eroe", sono stati applicati ottanta punti di sutura.
 
All'incontro, al quale è seguita una conferenza stampa, erano presenti anche il questore Alberto Francini, il vicario del Prefetto Enrico Gullotti e il sindaco Salvo Pogliese
 
Entrambi i rappresentanti del Viminale hanno avuto parole di elogio e di apprezzamento per il poliziotto catanese che "ha prontamente reagito a un'aggressione subita all'interno della propria abitazione".
 
"Il luogo - ha sottolineato Candiani - in cui ogni cittadino ha diritto a trovare la massima sicurezza e serenità".
 
Il Questore Francini ha sottolineato la professionalità e la capacità operativa del Commissario che, attesa anche la non più giovanissima età, ha affrontato i due giovani aggressori, riuscendo ad arrestarne uno.
 
Parole di solidarietà anche dal sindaco Pogliese che ha voluto esprimere vicinanza al poliziotto ferito.
 
Vicinanza più volte sottolineata anche dal sottosegretario Molteni che ha anche "assicurato la massima disponibilità alla Questura di Catania per un sempre più incisivo controllo del territorio, nell'ottica di una più generale attenzione al mantenimento dell'ordine e della sicurezza pubblica".
 
"Chi commette un reato - ha detto Molteni rispondendo ai giornalisti - va sanzionato indipendentemente dal fatto che sia immigrato o che sia italiano. Lo Stato ha il dovere  di difendere i propri servitori, i poliziotti, gli uomini in divisa sono servitori dello Stato che vogliono avere lo Stato accanto. La nostra presenza vuole dare questo significato: lo Stato è con coloro i quali rischiando la propria vita garantiscono la nostra sicurezza".
 
"La sicurezza non passa solo - ha aggiunto Candiani - da mezzi e uomini in più: se le sbarre delle galere sono troppo larghe bisogna stringerle perché altrimenti tutto il lavoro fatto dalle forze dell'ordine viene sempre frustrato. Presenza dello Stato vuol dire garantire all'amministrazione comunale che facciamo tutti parte di una grande squadra che ha voglia di dare riscatto a Catania: vogliamo una città libera da questo tipo di situazioni di pericolo".
 
 Uno degli aggressori del Commissario,  Mohamed Djibril, 18 anni, gambiano, è piantonato in stato di arresto, su disposizione della squadra mobile della Questura, per rapina aggravata in concorso.
 
 
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il diciottenne, sbarcato a Catania nel dicembre del 2016, e un suo connazionale, avevano raggiunto il balcone dell'abitazione del commissario di polizia scalando una grondaia e, da una porta finestra lasciata aperta per il caldo, erano penetrati nell'appartamento.
 
 
Il poliziotto, svegliato dai rumori, aveva ingaggiato con i due una violenta colluttazione riportando diverse ferite da taglio causate da un oggetto metallico simile a un coltello.
 
 
Per fuggire i due si erano lanciati dal balcone dal quale erano entrati.
 
 
Il commissario a quel punto era sceso in strada riuscendo a bloccarne uno, che, a causa delle ferite riportate nella caduta, è stato ricoverato in ospedale.
 
 
Mohamed Djibril aveva ottenuto un permesso di soggiorno per motivi umanitari rilasciato dal Questore di Catania nell'ottobre del 2017 su segnalazione della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale di Catania per motivi legati alla minore età e alla presenza di una grave patologia genetica.
 
 
Nel 2017 era stato denunciato per minacce, violenza, percosse e lesioni personali ai danni di dipendenti della comunità per minorenni che lo ha ospitato e anche per spaccio di sostanze stupefacenti.
 
 
L'11 luglio scorso era stato inolte denunciato per furto alla comunità dove risiedeva.
 
 
 
 

Articolo pubblicato il 30 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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