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Quotidiano di Sicilia

Francesco, Palermo si mobilita per accoglierlo

Cinquemila giovani per incontrarlo. Dormiranno in parrocchie e istituti religiosi. Animazione con i migranti. Tutte le iniziative del centro Padre Nostro, fondato da don Pino Puglisi a Brancaccio, e della Missione di Biagio Conte



Saranno cinquemila i giovani, provenienti da tutta la Sicilia, in piazza Politeama, in occasione della visita di Papa Francesco in programma a Palermo il prossimo 15 settembre.
 
L'incontro con il Pontefice, che sarà accompagnato dall' arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, è fissato alle 17.
 
I ragazzi dormiranno nelle parrocchie negli istituti religiosi palermitani e la sera prima dell'incontro faranno la cena a sacco.
 
Il giorno dell'arrivo di Papa Francesco i giovani parteciperanno alla messa al Foro Italico e poi, a partire dalle 15, in attesa dell'arrivo del Papa, sono state organizzate in piazza Politeama ttività di animazione con la partecipazione sia di giovani delle diocesi di Palermo, Catania e Patti che di migranti di diverse etnie che si esibiranno con balli e canti dei loro paesi.
 
"Al suo arrivo Papa Francesco proclamerà il Vangelo - spiega don Giuseppe Calderone, direttore della Pastorale giovanile diocesana di Palermo, che sta organizzando l'attività delle migliaia di ragazzi e ragazze pronti ad accogliere il Pontefice - Subito dopo, sono previste domande da parte di alcuni giovani e il Papa risponderà offrendo il suo messaggio, anche in vista del sinodo dei giovani in programma il prossimo ottobre a Roma. Dopo la benedizione, il Papa, lasciando la piazza, sarà salutato dai canti".
 
Ma i giovani delle 18 diocesi dell'Isola saranno anche coinvolti nel pomeriggio di venerdì, sempre in piazza Politeama, nel convegno regionale organizzato dalla Conferenza episcopale siciliana dal titolo "Maestro dove abiti. Le ragioni per rimanere in questa terra".
 
Papa Francesco sarà a Palermo per il 25/mo anniversario dall'omicidio del beato Don Pino Puglisi e il centro di Accoglienza Padre Nostro, fondato a Brancaccio dal sacerdote ucciso dalla mafia, sarà addobbato a festa.
 
Nelle tre sedi della città (oltre a Brancaccio, ne sono state aperte una allo Zen e l'altra a Falsomiele) saranno affisse le bandiere del Vaticano.
 
Volontari e operatori sono in fermento, mentre i telefoni del Centro, che il prete scomodo aveva fondato nel1991, squillano di continuo.
 
"Chiamano in tanti per avere informazioni. Nessun Pontefice aveva mai messo piede qui a Brancaccio" ha detto Antonella Rizzo, che lavora in segreteria e che nel quartiere è nata e cresciuta.
 
Don Pino, come lo chiamano tutti, Antonella lo ha conosciuto, quando aveva 14 anni.
 
"Ho frequentato la parrocchia tra gennaio a settembre del 1993 - ha raccontato - mi è stato vicino, dopo la perdita di mia nonna. Mi ha coinvolto nelle attività del Centro".
 
Allora, a Brancaccio, non esisteva la scuola media. Oggi manca, invece, ancora un asilo nido.
 
"Al Papa - ha detto il presidente del Centro, Maurizio Artale - consegneremo il progetto per la realizzazione dell'asilo".
 
Un sogno per chi da anni opera a Brancaccio, pensato dal sacerdote come strumento di riscatto per gli abitanti del quartiere.
 
"Qui - ha detto la psicologa Laura Stallone, volontaria da 18 anni - c'è il tasso di natalità più alto della città, ma il diritto ad essere bambini è ignorato. Mi commuove l'idea che la benedizione del Papa possa suggellare questo diritto".
 
"Sono emozionato e felice per l'arrivo qui del Papa" ha detto il missionario laico Biagio Conte che riceverà Francesco nella Missione "Speranza e carità" dove è previsto il pranzo con gli ospiti della struttura. (leggi la storia di suor Jacinta al servizio del Centro Padre Nostro).
 
"E' un momento - ha aggiunto Conte - di comunione forte con il Santo Padre dove insieme lanciamo un messaggio di accoglienza verso tutte le persone in difficoltà sia italiane, sia straniere. La Chiesa deve camminare unita e diventare esempio di carità per tutta la società".
 
Per il missionario laico "bisogna attenzionare tutti: i papà che hanno perso il lavoro, le famiglie che hanno figli disabili, le donne con figli rimaste sole, gli immigrati, i carcerati, tutti quelli che hanno perso la speranza".
 
"Grazie Papa Francesco per la tua sensibilità e attenzione verso tutti e in particolare per i più deboli e fragili: gli ultimi" ha concluso.

Articolo pubblicato il 31 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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