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Decaro sollecita Conte

Il presidente dell'Anci chiede al premier di intervenire per evitare taglio dei fondi per un miliardo e seicento milioni previsto nel Milleproroghe. Presa di posizione anche di Anci Sicilia



Il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, a nome di tutti i sindaci che contavano sulle risorse del bando periferie, bloccate dal decreto Milleproroghe, ha scritto al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, chiedendogli di intervenire per "evitare che tale scellerata decisione dispieghi in toto i suoi effetti nefasti" e per "ripristinare un importante, e strategico per il Paese, vincolo di solidarietà tra istituzioni".
 
L'intervento segue l'audizione alla Camera, durante la quale Decaro con altri 25 sindaci ha manifestato la sua preoccupazione per "le gravissime conseguenze", di una decisione "inaspettata" che privando Città metropolitane e Comuni di finanziamenti statali pari a 1,6 miliardi destinati alla riqualificazione delle periferie, "mortifica le aspettative di crescita sociale ed economica dei nostri territori".
 
Decaro adesso si appella a Conte perché "con un suo autorevole e deciso intervento", contribuisca a "rinsaldare e confermare quel vincolo di leale e reciproca collaborazione tra le diverse istituzioni del nostro Paese".
 
Che, sottolinea il presidente dell'Anci, "non solo si fonda sul rispetto reciproco, ma soprattutto, sul dialogo e sul confronto".
 
 Intanto, con una lettera inviata ai senatori e ai deputati eletti nell'Isola, l'Anci Sicilia pone l'attenzione sulla sospensione del bando di riqualificazione delle periferie.
 
"In questi giorni - scrive il presidente Leoluca Orlando - è in discussione nelle Commissioni riunite il decreto milleproroghe che, nel testo approvato al Senato prevede, tra l'altro, il blocco dei fondi del bando periferie. Il provvedimento, se confermato, determinerebbe la mancata erogazione di 1,6 miliardi, già assegnate a 96 enti territoriali tra comuni e città metropolitane e per cui le amministrazioni coinvolte hanno già chiesto anticipazioni, sostenuto spese per la progettazione e avviato iter procedurali".
 
"Con riferimento agli enti locali della Sicilia - continua Orlando - si tratterebbe di un danno economico di circa 400 milioni di euro che colpirebbe otto comuni capoluogo, le tre aree metropolitane di Palermo, Catania e Messina e i moltissimi comuni delle tre ex province coinvolti nei progetti, per cui sono già stati sottoscritti impegni, e si aggraverebbe ulteriormente l'emergenza sociale in zone che sono già ad alto rischio. Per tali ragioni si chiede di intervenire affinché questa norma venga modificata nell'interesse delle comunità locali e dei territori".
 
 
 

Articolo pubblicato il 07 settembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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