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Ricorso, settimana cruciale

Per oggi o domani attesa la decisione del Collegio di Garanzia. Il Catania smentisce che una sanzione possa impedire il ripescaggio in serie B. Lo Monaco fiducioso. Diffida legale a Fabbricini da tifosi etnei



"Il Collegio auspica che i poteri del Commissario Straordinario vengano esercitati nei limiti fisiologici funzionali, in vista della Assemblea Elettiva, salvo gli atti necessitati e fermo restando l'espletamento dell'attività di ordinaria amministrazione".
 
La presa di posizione del Collegio di Garanzia del Coni che venerdì scorso ha esaminato, con altre, la questione dei ricorsi, a giudicare da questa frase è chiara e netta: l'orientamento dovrebbe essere quello di tornare a una serie B a 22 squadre accogliendo i ricorsi per i ripescaggi.
 
Il presidente Franco Frattini, però, aveva comunque rimandato la decisione ufficiale. Prima alla serata poi a lunedì o martedì, ossia oggi o domani:  "Non è giusto decidere frettolosamente circa una questione così importante come quella del format di Serie B, quindi decisione rinviata all'inizio della prossima settimana".
 
Per il Calcio Catania sarà dunque una settimana cruciale quella che si apre.
 
Sabato l'ad della società rossazzurra Pietro Lo Monaco si era detto fiducioso che "il rinvio della sentenza ripescaggi" preludesse a una riflessione del Coni che conducesse "a una decisione secondo la legge".
 
A tarda sera, però, alcune testate giornalistiche facevano notare come, anche in caso di decisione positiva della Corte di Giustizia del Coni, il Catania potrebbe non essere ripescato perché sanzionato il 6 ottobre del 2016 per un tentato illecito sportivo riguardante la partita Bologna-Catania del 27 aprile 2015.
 
Nel pomeriggio di ieri la società rossazzurra ha seccamente smentito quest'ipotesi con una nota.
 
"La sanzione - si legge in un comunicato del Calcio Catania - comminata alla società nella stagione sportiva 2016/2017 non attiene a un illecito sportivo, così come tra l'altro confermato dalle sezioni unite della Corte Federale di Appello, e, comunque, si riferisce a fatti occorsi nell'anno 2015".
 
"Non possono sfuggire al riguardo - prosegue il comunicato - i principi sanciti dai Giudici del Tfn e poi confermati dalla Cfa, nelle sentenze emesse nel giudizio promosso dal Novara Calcio, secondo i quali occorre avere riguardo al momento della commissione del presunto illecito e non già al momento della comminazione della sanzione e inoltre non risulta possibile la configurazione di sanzioni retroattive".
 
Il Catania parla dunque di "assoluta infondatezza" della "clamorosa indiscrezione", e si pone "alcuni interrogativi che siamo certi non sfuggiranno ad un'attenta Autorità Giudiziaria alla quale la Società sta valutando di rivolgersi, depositando una integrazione della denuncia presentata nei confronti del signor Fabbricini: a chi e perché interessa così tanto danneggiare il Catania?".
 
 Da registrare infine la presa di posizione di una decina di tifosi del Calcio Catania, titolari di abbonamenti.
 
I tifosi hanno infatti diffidato legalmente il commissario Fabbricini e la Lega di serie B "a volere risparmiare ulteriori liti alle parti (possibile ricorso al Tar Lazio e altre azioni giudiziarie ad adiuvandum) e a prendere atto loro stessi dell'auspicio autorevole del 7 settembre del Collegio di garanzia, ripristinando, senza indugio, il format della serie B a 22 squadre entro lunedì".
 
Gli avvocati Dario Riccioli e Rocco Mauro Todero, che rappresentano i tifosi, citando proprio la frase del Collegio di Garanzia sui poteri di Fabbricini, deduce che "anche secondo lo stesso Collegio, il 13 agosto 2018, il commissario straordinario, nel modificare e integrare le Norme Federali per il format del campionato di serie B a 19 squadre e nell'annullare le procedure di ripescaggio anche nei confronti del Calcio Catania s.p.a., potrebbe avere travalicato detti limiti, adottando atti che non gli competeva adottare".

Articolo pubblicato il 10 settembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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