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Datacrazia, quattro Ordini a confronto

Si analizza nel Politeama Garibaldi il ruolo del professionista alle prese con le innovazioni digitali del nuovo millennio. Al centro del dibattito, gli algoritmi e l'intelligenza artificiale che stanno sperimentando macchine capaci di sostituire gli esse



Sarà questo il tema del congresso "Datacrazia" che domani, martedì 11 settembre, nel Politeama Garibaldi di Palermo, vedrà impegnati gli ordini professionali di avvocati, commercialisti, ingegneri e medici, a confronto sui cambiamenti imposti dalle nuove tecnologie.
Nel corso dell'incontro si alterneranno filosofi, scienziati esperti di intelligenza artificiale e robotica, sociologi, economisti, giuristi e neuroscienziati, riflettendo sul futuro delle professioni intellettuali nell'era della
rivoluzione digitale e cercando d'individuare percorsi di sopravvivenza delle categorie professionali, che hanno costituito il pilastro delle conoscenze e delle competenze della società civile e democratica degli ultimi secoli.
 
Interverranno, tra gli altri, i vertici nazionali degli ordini professionali coinvolti nell'evento: Andrea Mascherin (presidente del Consiglio nazionale Forense), Gianni Massa (vice presidente vicario nazionale dell'Ordine degli Ingegneri), Massimo Miani (presidente del Consiglio nazionale dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili) e Filippo Anelli (presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri).
 
Tra i relatori Adriano Fabris, professore ordinario di filosofia morale all'Università di Pisa; Salvatore Gaglio, ordinario di intelligenza artificiale alla Scuola Politecnica dell'Università degli Studi di Palermo; Josè Maria Galvan, professore di teologia morale della Pontificia Università della Santa Croce; Luca Maria Gambardella, ordinario di intelligenza artificiale all'Università della Svizzera Italiana; Gianfranco Gensini, presidente della Società Italiana di
Telemedicina e Giovanni Ventimiglia, ordinario di filosofia teoretica e prodecano dell'Università di Lucerna.
 
Saranno presenti, inoltre, i presidenti nazionali delle casse previdenziali nazionali dei rispettivi ordini professionali.
 
Al centro del dibattito, gli algoritmi e l'intelligenza artificiale che stanno sperimentando macchine capaci di sostituire gli esseri umani nel lavoro intellettuale. Computer sempre più sofisticati sono capaci di apprendere ed elaborare soluzioni professionali al passo con i tempi, con notevoli risparmi per le aziende che possono fare a meno del contributo umano.
 
"C'è un serio rischio di un impoverimento culturale giuridico, - spiega il presidente del Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Palermo, Francesco Greco - si tratta di un fenomeno con cui dobbiamo confrontarci ed essere capaci di governarlo, facendo passare il concetto che la qualità della prestazione professionale può darla soltanto chi ha dei principi fermi, che sono la deontologia o il concetto di difesa dei diritti, che è cosa diversa dalla statistica o
da dati estratti da internet".
 

Articolo pubblicato il 10 settembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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