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Chiusura in bellezza con i vini vulcanici

Grande successo della trentottesima edizione della manifestazione: oltre cinquantamila visitatori e conclusione con un focus su questo mercato di nicchia di grandi potenzialità. Proprio a Milo si produce il Doc Etna bianco superiore



La trentottesima edizione della ViniMilo si è conclusa ieri facendo registrare un considerevole successo.
 
"Oltre cinquantamila visitatori - sottolinea con orgoglio il sindaco Alfio Cosentino - affollate degustazioni, i festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario delle Doc, il fatto che nella Guida 2019 del Gambero rosso undici delle 25 etichette siciliane che hanno ottenuto i tre bicchieri siano Etna bianco e rosso. Tante soddisfazioni, insomma. E soprattutto una serie di importanti appuntamenti didattici".
 
Questo, spiega il Sindaco, è stato l'anno del successo fra gli addetti ai lavori - erano presenti decine di produttori vinicoli siciliani e ospiti da altre regioni come Piemonte, Veneto, Toscana, Lazio e Campania - con un centinaio di etichette sul banco degustazione "e poi enologi, agronomi, esperti di viticoltura e decine di giornalisti di settore ospiti, italiani e stranieri".
 
Importanti anche i confronti, come quello con le aree di produzione italiane dei vini vulcanici, frutto di una viticoltura estrema che rappresenta una nicchia dal grande potenziale per l'Italia.
 
A Milo, dove si produce il Doc Etna bianco superiore, si è infatti recata una delegazione dell'associazione Volcanic wines per festeggiare i dieci anni della fondazione.
 
In Italia esistono varie aree di tipo vulcanico dove nel tempo le eruzioni hanno creato un substrato terrestre particolarmente adatto alle coltivazioni, in particolare la viticoltura.
 
Da questi suoli ricchi di fosforo, magnesio e potassio derivano vini perlopiù bianchi caratterizzati da grande mineralità, acidità e da una complessità e sapidità difficilmente raggiungibili altrove.
 
"I terreni vulcanici - spiega l'enologo Salvo Foti, tra i maggiori esperti dell'Etna - hanno una capacità che dal punto di vista chimico viene chiamata potere tampone, che con l'acidità porta a una dolcezza che si traduce in uno stimolo profondo e lungo per le papille gustative".
 
I vini vulcanici risultano quindi freschi e di ottima beva, dal gusto ricco ed equilibrato con un potenziale di longevità.
 
A questo tema il patron di Merano WineFestival e WineHunter, Helmuth Köcher, ha voluto dedicare la Caccia del Mese per approfondire i temi meno noti nel mondo della viticoltura e, dopo una tappa in prossimità del cratere del Vesuvio, si è spostato sull'Etna proprio in occasione della ViniMilo, per la degustazione di Alizée 2017, Etna Bianco della cantina Theresa Eccher, un vino composto per il 70% da uva Carricante e per il 30% da Catarratto coltivate a 900 metri di quota.
 

Articolo pubblicato il 10 settembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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