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Tornano in Italia i pescherecci sequestrati

Le due imbarcazioni della marineria di Mazara del Vallo sono partite ieri a tarda sera dal porto libico e sono dirette verso la Grecia. La notizia, data dal governo, confermata dall'armatore di uno dei motopesca



I due motopescherecci mazaresi "Matteo Mazzarino" e "Afrodite", da martedì sotto sequestro da unità militari libiche, sono stati autorizzati ieri a fare rientro in Italia e sono partiti a tarda sera.
 
A darne notizia è stato stamattina Vincenzo Maurizio Santangelo, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del M5s, sottolineando "Abbiamo costantemente lavorato per sbloccare la situazione, ma, vista la sua delicatezza, abbiamo preferito aspettare, prima di darne notizia ufficialmente".
 
La conferma della partenza dalla Libia delle due imbarcazioni è venuta da Vincenzo Asaro, armatore del "Matteo Mazzarino", della società armatoriale Mcv pesca.
 
"Dopo il dissequestro - ha detto - i pescherecci hanno lasciato il porto libico di Ras Al Hilal alle 23,30 di ieri e sono diretti verso la Grecia, in zone di pesca più tranquille".
 
"Ringrazio - ha detto Asaro - quanti a tutti i livelli si sono adoperati per il dissequestro dei pescherecci e in particolare il sindaco di Mazara del Vallo Nicola Cristaldi e il Consolato in Libia".
 
"Siamo lieti - ha detto il sindaco Cristaldi - del positivo risvolto che ha avuto la vicenda dei due pescherecci mazaresi. Tutti i membri dell'equipaggio stanno bene e presto potranno riabbracciare i loro cari. Speriamo che episodi del genere non abbiano a ripetersi e che possano trovarsi intese per garantire la tranquillità di chi va per mare per lavorare".
 
A bordo del motopesca Afrodite Pesca, di proprietà della omonima società armatoriale dei fratelli Pellegrino, ci sono sei uomini di equipaggio al comando del capitano Vincenzo Pellegrino, mentre nel motopesca "Matteo Mazzarino", di proprietà della società armatoriale M.C.V. Pesca dell'armatore Vincenzo Asaro ci sono sette uomini di equipaggio al comando del capitano Alberto Figuccia.
 
"A sbloccare la situazione - ha aggiunto Santangelo - hanno contribuito in particolare il ministro della Difesa Elisabetta Trenta, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il sottosegretario Tofalo e tanti altri".
 
Di fiducia "nell'operato del governo e delle autorità diplomatiche che ringraziamo per la vicinanza ai pescatori" ha parlato anche Nino Carlino, presidente del Distretto della pesca e crescita blu.

Articolo pubblicato il 12 ottobre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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