L’esperta: “Il picco dei casi sarà raggiunto nel 2018” di Rosario BattiatoIntervista al vicario responsabile del Registro dei mesoteliomi della Sicilia. Nicita: “La latenza del tumore può durare fino a 40 anni” Tags: Carmela Nicita, Ambiente, Mesotelioma CATANIA - Carmela Nicita è biologa-epidemiologa. Attualmente è Vicario responsabile dei dati del Registro mesoteliomi della Sicilia. L’abbiamo intervistata per conoscere i dati scientifici che riguardano le malattie correlate all’esposizione all’amianto in Sicilia.
Secondo gli ultimi dati in vostro possesso quanti sono i casi per mesotelioma ogni anno in Sicilia? Il registro mesoteliomi della Sicilia ha il compito di raccogliere i dati di incidenza ossia i nuovi casi che insorgono in Sicilia. Dal 1998 ad oggi si conta una media annua di 70 nuovi casi. La distribuzione geografica dei casi di mesotelioma in Sicilia sembrerebbe essere coerente con i dati di mortalità pubblicati nell’Atlante di mortalità per cause della Sicilia (1985-2000). Quanti si ammalano di malattie correlate all’esposizione all’amianto? “I dati scientifici mostrano che nell’oltre 90% dei casi c’è una correlazione tra amianto e mesotelioma. Il 77% sono stati diagnosticati nel sesso maschile, mentre il 23% nel sesso femminile e ciò conferma anche la stretta correlazione tra esposizione professionale e mesotelioma”. Cosa registra il trend degli ultimi anni in Sicilia? “I dati siciliani si allineano con i dati nazionali, dove si prevede un picco di casi intorno al 2015-2018. Quindi si prevede un aumento dei casi, ma non ancora quantificabili come numero. Si pensi comunque che dai 68 casi registrati nel 1998 si è arrivati ai 95 casi del 2004”. Quali sono i siti da bonificare su cui bisogna puntare prioritariamente?
“Non abbiamo, come registro, le conoscenze per poter indicare quale sito potrebbe essere prioritario rispetto ad altri. Ritengo che per tutti si debba procedere il prima possibile”. Che periodo di latenza mantiene l’esposizione all’amianto? “Per quanto riguarda la ripercussione sulla salute dei siciliani posso rispondere che una mancata bonifica può determinate un rischio ambientale i cui danni, vista la lunga latenza del tumore, possono presentarsi anche dopo 40 anni dall’esposizione”. Articolo pubblicato il 21 ottobre 2009
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