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Quotidiano di Sicilia
Palermo - Ato idrico: dopo i molti disservizi adesso si passa alle azioni legali
di Luca Insalaco

Il clima idilliaco della conferenza di presentazione dello scorso luglio è solo un lontano ricordo. Si complicano i rapporti tra Ato e Acque potabili siciliane, vicinissimi allo scontro

Tags: Palermo, Acqua, Servizi Idrici, Giovanni Avanti



PALERMO – Si fa sempre più incandescente la gestione del Servizio idrico nel palermitano. Se nelle ultime settimane bollette “pazze” e disservizi hanno fatto sollevare i cittadini di diversi comuni della provincia, l’ultimo atto della querelle ha visto coinvolti direttamente i vertici dell’Ato idrico e di Acque potabili siciliane, con reciproche minacce di adire le vie legali.

Alla vigilia di Natale è stato Giovanni Avanti, presidente della Provincia nonché dell’Ato, a contestare alla società errori e mancato versamento dei canoni. Stessa musica da Aps, lesta a rinfacciare all’Ato una serie di inadempienze contrattuali legate agli obblighi previsti dalla Convenzione sottoscritta, che avrebbero causato perdite per oltre 13 milioni di euro. Aps, inoltre, ha additato gli ostacoli frapposti alla realizzazione degli “investimenti infrastrutturali programmati e già oggetto di progettazione esecutiva, tuttora in attesa di definitiva approvazione da parte dell’Ato o di decretazione a cura dell’Arra. “Su 25 progetti esecutivi – hanno ricordato i rappresentanti della società - presentati da Aps per 37 milioni di euro in due anni solo due di essi per 2,5 milioni di euro sono stati approvati e possono essere cantierati”.

Quindi le “incongruenze” fra quanto prospettato in sede di gara e la realtà incontrata in questi due anni: “l’errato valore della stima dei consumi reali, lo stato delle infrastrutture di rete (fra cui 2.500 non conformi in tema di sicurezza dei lavoratori addetti agli impianti), i costi per acquisto dell’acqua all’ingrosso, il numero di contatori illeggibili, guasti o mancanti, la morosità al di sopra di livelli fisiologici e il vastissimo fenomeno dell’abusivismo e dei furti di acqua”.

Dal canto suo, Giovanni Avanti ha controreplicato rivendicando il “dovere dell’Ato di continuare a esercitare le proprie funzioni di controllo a esclusivo interesse del territorio”, impedendo così “di mettere impropriamente le mani nelle tasche dei cittadini”.
Il clima idilliaco della conferenza stampa dello scorso luglio, insomma, è un lontano ricordo ed il matrimonio tra Ato e Aps rischia ora di scoppiare. Di fronte agli aumenti in bolletta (nel capoluogo il costo dell’acqua è già passato da 1,17 a 1,34 mc.) ed alle baruffe, a ridersela sono quei sindaci - quasi un terzo degli 82 comuni della provincia - che nonostante la minaccia di commissariamento dell’Arra, non hanno ancora ceduto le proprie reti ad Aps.
 

 
Bollette. Il gestore chiarisce i dubbi
 
PALERMO – Aps replica ai dubbi sollevati su queste pagine da Liberacqua ricordando che le “letture effettive dei contatori avvengono trimestralmente. Ove queste non siano possibili viene emessa una fatturazione di consumo presunto in linea con i consumi abituali. Per i misuratori illeggibili/non funzionanti è stata avviata la sostituzione addebitando il volume a forfait pari a mc.88, salvo dimostrazione di assenza di consumo. La fatturazione con i consumi presunti è stata emessa nel mese di settembre 2009, mentre i clienti fatturati con consumo presunto non ricevevano una bolletta da oltre 15 mesi”.
“Aps - si legge nella nota - non è disposta a emettere annullamenti massivi di bollette in assenza di valide motivazioni; gestisce comunque le singole situazioni tramite il proprio personale presso gli sportelli o numero verde”. Riguardo al canone di depurazione, Aps si dice disposta “ad esonerare dal pagamento i clienti ove si accerti che l’impianto non esiste con certificazione del Comune”.

Articolo pubblicato il 09 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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