La situazione. Negli inceneritori il 12% degli scarti. In Europa il 20% di Rosario Battiato Tags: Ambiente, Rifiuti, Raccolta Differenziata, Inceneritori
PALERMO – La creazione di economie di scala e quindi il progressivo abbattimento dei costi deve necessariamente passare dall’aumento della frazione differenziata e dal ripristino del progetto degli inceneritori. “In Italia solo il 12% dei rifiuti – ha dichiarato Aldo Fumagalli, presidente commissione sviluppo Confindustria – finisce negli inceneritori per il recupero di energia a fronte di una media europea che è pari al 20%”. Se la situazione italiana non è rosea resta imbarazzante quella isolana dove l’incenerimento in relazione alla produzione di RU è pari allo 0,6%, completamente surclassato da altre Regioni come l’Emilia-Romagna (22,4%), il Friuli Venezia Giulia (22,3%), e la Lombardia (39,8%). Sullo stesso tema è parsa molto decisa anche il Ministro Stefania Prestigiacomo. “Non sono stati realizzati i 4 impianti che dovevano essere realizzati – ha precisato Stefania Prestigiacomo durante un’audizione alla Camera – e questo ritardo comporta sensibili rallentamenti, e ci vorrebbero altri 6 anni perché il sistema decolli. Entro due anni un termovalorizzatore dovrà entrare per forza in funzione”.
Articolo pubblicato il 22 gennaio 2010
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