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Dentro e intorno l’Isola la mappa dei titoli minerari
di Rosario Battiato

In terra ferma o a mare, la Sicilia è appetita da chi cerca giacimenti. Accanto ai colossi Eni e Shell tante altre società

Tags: Energia, Petrolio, Eni, Shell



PALERMO – Le mani sull’olio nero e sul gas siciliano appartengono ai soliti noti: l’Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A. e poi a seguire la Shell, l’Edison, sede legale a Milano, (lavora in joint-ventures, tra gli altri, con Eni e Adriatica Idrocarburi), e altri ancora come la Panther Eureka (titolo minerario del Fiume Tellaro), la Edison, l’Irmio spa, sede legale a Palermo. Nel mare circostante la Sicilia ci sono permessi di ricerca in a iosa, perché, a parte le dichiarazioni degli ultimi giorni della Shell e dell’Eni, gli appetiti dei colossi del petrolio sono stati già parecchio stimolati nel corso degli anni.

Ma andiamo con ordine in base ai vari permessi di ricerca: due al largo delle coste ragusane di 620,31 Kmq e 637,18 Kmq alla Northern Petroleum Limited; un altro sempre nei pressi delle coste ragusane di 336,98 Kmq alla Vega Oil; due al largo delle coste agrigentine di 423 Kmq e 408,78 Kmq all’Eni (60%) e all’Edison (40%), uno al largo di Pantelleria 657,19 Kmq all’Audax Energy che ha sede legale a Roma, 5 al largo della costa trapanese di 708,62 Kmq, 736,88 Kmq, 709,61 Kmq, 743,81 Kmq e 742,70 Kmq alla Northern Petroleum Limited (45%) e Shell Italia & p. (55%) società che operano rispettivamente in joint ventures l’una con Avobone Italy e Shell e l’altra con Edison, Eni, Esso Italiana, Total E&P Italia, e uno al largo delle coste marsalesi di 726,90 Kmq alla Northern Petroleum Limited (30%) e Shell Italia & p. (70%).

Altri sei permessi di ricerca sono concessi per la terraferma, tra cui il famigerato Fiume Tellaro, area di 740 Kmq compresa tra Ragusa, Siracusa e Catania e che ricade all’interno del Val di Noto, patrimonio dell’Unesco.

Articolo pubblicato il 05 maggio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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