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Direttore Carlo Alberto Tregua



Bambini e mass media un rapporto non sempre felice
di Carmelo S. Benfante Picogna

Secondo un’indagine condotta su ragazzi tra gli 8 e 11 anni, adolescenti sempre più catturati dalla Rete. Le insidie che si nascondono dietro Tv e Internet, come fare per difendersi

Tags: Televisione, Bambini, Internet, Adolescenti, Comunicazione, Media



PALERMO - I continui episodi di cui si rendono protagonisti, consapevoli o involontari, i bambini e gli  adolescenti con, sullo sfondo, l’utilizzo spesso improprio dei new  media, riaprono il dibattito, per la verità mai concluso, sul rapporto fra bambini e ragazzi con la televisione e i principali mezzi di comunicazione di massa e sull’impatto che questi possono avere sullo sviluppo cognitivo, sociale e affettivo dei giovani utenti.

Recenti ricerche in questo ambito dipingono un quadro molto preoccupante sulle abitudini dei più piccoli nei riguardi, soprattutto,  del mezzo televisivo e sulla “passione” per i ragazzi di mostrarsi. Il Prof. Francesco Pira, siciliano di nascita, docente di Comunicazione e Ricercatore in  sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Udine ha condotto diversi studi su questi temi su campioni a base multiregionale. Secondo alcuni suoi studi emerge che i bambini siciliani leggono molto poco ma il 77% degli intervistati ha la televisione in camera e  il 67% possiede un computer.
“Da un’indagine condotta in alcune scuole primarie siciliane tra bambini di età compresa fra 8 e 11 anni, sul rapporto con i media e le nuove tecnologie – afferma il Prof. Pira - emerge che nel 56% dei casi i bambini guardano la tv da soli e soltanto il 25% guarda programmi adatti per bambini mentre i reality trovano molto spazio nella scelta”. “Ci troviamo - continua Pira - di fronte a bambini “adultizzati” che guardano la tv degli adulti. In essa trovano modelli di riferimento nei quali riconoscersi e con i quali confrontarsi”. 

Altro aspetto indagato è il rapporto dei bambini con il computer: il 67% degli scolari siciliani intervistati  dice di possedere un pc (la media nazionale è dell’89%) e trascorrono 70 minuti. “Un terzo dei bambini siciliani che possiede un computer - sottolinea il Prof. Pira - dichiara di utilizzare internet spesso per scopo di ricerca e supporto allo studio ma anche per la chat, la posta elettronica e i blog e quest’ultimo uso aumenta con l’età”.

La  sovraesposizione dei bambini e degli adolescenti, dunque, sembra interferire anche con il rendimento scolastico e con i rapporti familiari per cui si impone una vera  e propria media education. A tal proposito afferma il prof. Pira: “emerge in maniera chiara che in altri paesi europei e negli Usa si è fatta su questo argomento molta ricerca e i risultati sono stati eccellenti. Il problema è capire come fare sistema tra famiglia, scuola, agenzie educative per mettere i media, vecchi e nuovi, al servizio di un nuovo modello sociale”.

Ma perché oggi c’è una gran voglia di farsi sentire e vedere? E  tutto ciò è comunicazione? “Tutto è comunicazione- dice Francesco Pira -.Ogni nostro gesto, persino i nostri pensieri lo sono. è l’effetto social network: tutti hanno bisogno di dire qualcosa e lo fanno attraverso piccoli segmenti della vita quotidiana.
“è l’effetto youtube: tutti vogliono rappresentare cosa sono o vorrebbero essere. Il rischio è che si sviluppi sempre di più quella che Giddens chiama una società “iocentrica” che pensa molto all’io e poco al noi”.
 

 
Un altro aspetto legato all’utilizzo dei media è riuscire a coniugare il diritto alla privacy e al rispetto delle persone con la libertà di informazione e di espressione. I recenti fatti che hanno portato alla condanna di un noto motore di ricerca per avere pubblicato un video choc che ritraeva alcuni ragazzi mentre esercitavano violenza su un disabile o l'utilizzo di un social network per giocare al bersaglio col volto di un bambino down, accende il dibattito sull’uso di questi mezzi. “Ci sono soltanto tre paesi al mondo - afferma Pira- che stanno tentando di censurare la rete: Iran, Cina e Cuba. Ci vuole soltanto buonsenso. Le regole ci sono già. Chi prima scriveva cose orribili sui muri o nei bagni adesso ha trovato spazio sulla rete. Il presidente Obama ogni giorno viene offeso sui social network eppure è stato in Cina per chiedere una maggiore libertà nell’uso di questi mezzi. Guardiamo i lati positivi: pensiamo ai fatti importanti di cui veniamo a conoscenza solo grazie alla rete libera. Quanto ai bambini down…Condanniamo fermamente l’ignobile gesto ma ricordiamoci anche che la nostra è una società che occupa i parcheggi per i disabili e dove le barriere architettoniche e mentali verso queste persone sono incredibili”.

Articolo pubblicato il 10 marzo 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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