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Gestione foreste, spesa fuori controllo
di Rosario Battiato

I dati della Commissione tecnica paritetica per l’attribuzione del federalismo fiscale: troppi lavoratori, anche se stagionali. In Sicilia ogni ettaro costa 1.455 euro l’anno, contro i 597 della Calabria e i 410 della Campania

Tags: Pietro Tolomeo, Corpo Forestale



PALERMO – La sostenibilità finanziaria della gestione delle foreste regionali torna al centro dell’agenda politica. Nei giorni scorsi Flai CGIL, Fai Cisl e Uila Uil siciliane hanno scritto al governatore Lombardo e agli assessori alle Risorse agricole e al Territorio per chiedere risposte in merito alla verifica della situazione finanziaria del comparto forestale con l’obiettivo di attuare in tutti i punti l'accordo del 14 maggio 2009”.

Diverse sono le questioni in sospeso attualmente al tavolo delle trattative.
I sindacati chiedono che “siano affrontate le questioni del pagamento mensile e puntuale dei lavoratori a tempo indeterminato e determinato, della chiusura del contratto integrativo, della riunificazione dell’amministrazione forestale, del riordino della legge di riferimento”.

Intanto, dalla Regione nei mesi scorsi è giunta la richiesta di nuove assunzioni di uomini, perché il dipartimento si trova a corto di personale per fronteggiare le emergenze e la copertura del territorio. Dalla parte dei polmoni verdi isolani ci sono stati circa 9 mila interventi nell’arco di tre mesi realizzati dal dipartimento del corpo forestale della Regione Siciliana.
Ma il grande dilemma resta sempre quello del personale. Pietro Tolomeo, dirigente generale del corpo Forestale della Regione Siciliana, in un recente forum presso il Qds, ha precisato come “il personale in divisa è formato da circa 850 unità e invece dovrebbe essere il doppio”.

Anche la nuova mappatura dei boschi regionali, realizzata durante la gestione Tolomeo, ha evidenziato la necessità di altri contributi.
“Abbiamo completato l’inventario forestale, che non è altro che la classificazione delle reali superfici boscate presenti in Sicilia, perché i dati precedentemente esistenti erano ormai superati, e gli elenchi presentavano dati estremamente inferiori alla realtà”.

Il risultato è stato sorprendente in quanto “è emerso che la superficie boscata è il doppio di quanto risultava dall’inventario nazionale”, cioè che la differenza tra “il dato vecchio e quello che noi abbiamo acquisito è da 350.000 ettari a 510.000 ettari”.
A partire da questo passaggio il dirigente attesta come “il contributo che lo Stato corrisponde alla Sicilia per la superficie boscata è veramente una miseria, proprio perché non è aggiornato”.

La necessità del riordino di un sistema che corre il rischio di non passare l’eventuale esame del federalismo fiscale in termini di stabilità finanziaria appare ormai inevitabile.
Nei giorni scorsi il conteggio sul costo della spesa regionale in Sicilia per le foreste ha in effetti destato preoccupazione soprattutto in rapporto a quanto si spende in altre regioni italiane.
Il calcolo è stato effettuato dal Copaff (Commissione tecnica paritetica per l’attribuzione del federalismo fiscale) che ha la fotografato la mappa dei costi delle foreste in Italia.
Secondo la Commissione un ettaro di foresta determina una spesa annua regionale di 1.455 euro in Sicilia, di 597 euro in Calabria, di 410 euro in Campania.

Queste tre regioni mantengono complessivamente il 14,5% delle foreste italiane, ma assieme spendono il 75,5% di tutte le regioni italiane. Un dato pienamente confermato anche dal bilancio regionale isolano.
Nel 2008 l’impegno per funzione della Regione Siciliana nel settore foreste ha toccato quota 324.057.802 euro, cifra record italiana seguita dalla Calabria a 287.088.211 euro.

Articolo pubblicato il 19 novembre 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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