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Isola Telematica di Benedetto Motisi il blog sull'ICT e il Web siciliano Dic 14 2009 Il Web-strumento e il Web strumentalizzato
Non serve dilungarsi oltre sul gesto dello psicolabile (usando le parole del padre dell'aggressore) che ha ferito il premier Silvio Berlusconi. Le speculazioni e la "tifoseria politica" le lasciamo ad altri, limitandoci a condannare un gesto che colpisce ancora più duramente il normale svolgimento dell'agone democratico.
Qui, su Isola Telematica, interessa seguire il risvolto che l'episodio ha sul Web. Subito dopo l'aggressione, in Rete è cresciuto il fermento, da una parte e dall'altra sono nati, su Facebook, i gruppi pro e contro Berlusconi, e viceversa, nei confronti di Massimo Tartaglia, il 42enne autore del gesto.
Il "popolo di Internet", termine quantomai errato e superficiale, usato spesso dai giornali generalisti, è emerso come una sorta di magmatica entità a due teste, un Giano telematico diviso fra amore e odio incondizionato dei protagonisti dell'accaduto.
Una lettura data con una lente distorta, che non focalizza il Web per quello che è in questi casi: una semplice (seppure potente) grancassa dei sentimenti comuni, e non un "popolo di Internet" astratto, quasi fantasioso come se si trattasse di Hobbit.
Tale lettura, purtroppo, è stata data anche da alcuni esponenti del governo, come il ministro dell'Interno Roberto Maroni, che ha tuonato una maggiore sorveglianza (nei fatti, inattuabile) sul Web. Ancora più pesante Gabriella Carlucci: "Internet e i social network stanno diventando, ogni giorno di più, canali e strumenti di diffusione di odio e veleno."
Parole che, seppure dette sull'onda delle emozioni, si spera non portino a frenare lo sviluppo del Web-strumento, che in quanto tale, è neutrale. Da condannare sono le persone, non i mezzi.
Si ricordi il famoso decreto Pisanu che, anch'esso varato nel 2005 a seguito degli attentati terroristici a Londra, secondo le parole dello stesso ex ministro, ha bloccato lo sviluppo delle reti Wi-Fi.
Un Web strumentalizzato fa male a tutti, sia ai semplici cittadini con il diritto di informarsi dal più grande canale disponibile al mondo, sia alle aziende che vorrebbero (e dovrebbero) puntare sul Web per lanciare, o ri-lanciare dopo la crisi, il proprio business.
Uno strumento di cui la Sicilia deve avvalersi per uscire da uno stato catatonico. Una grossa opportunità che non dovrebbe essere limitata da episodi folli come questo.
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