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Quotidiano di Sicilia

Direttore Carlo Alberto Tregua
L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Lug
10
2012
Siamo al redde rationem. Il presidente dell’Autorità garante della concorrenza (Agcm), Giovanni Pitruzzella, ha fissato la data del 13 luglio per l’emissione della decisione in ordine al possibile monopolio di Alitalia in caso di acquisto della compagnia catanese Wind Jet.
La preoccupazione che esso si verifichi è reale e precisa. Quando si mettono insieme tutti gli slot (finestre di atterraggio e decollo dei voli) di Alitalia e di Wind Jet si copre oltre il 90 per cento del traffico. Resta fuori la piccola compagnia Blu Panorama con pochi voli al giorno.
Ora, è noto a tutti che fra Catania e Roma non c’è effettiva alternativa all’aereo, in quanto nessuno pensa di andare in auto sul percorso di guerra della Salerno-Reggio Calabria, nè vi è alcuna possibilità concreta di prendere il treno.
Se si realizzasse il monopolio di Alitalia su questa tratta che, come è noto, è la prima per numero di passeggeri in Italia, noi siciliani saremmo fortemente penalizzati.

Già da quando la notizia dell’ipotesi di accordo è stata comunicata, i prezzi di WJ sulla tratta RM-CT sono aumentati del 30 per cento circa. Se il garante della concorrenza dovesse avallare tale accordo, tali prezzi schizzerebbero in alto, per cui i passeggeri su questa tratta verrebbero a pagare, come accade con i biglietti Alitalia, oltre la metà del prezzo del biglietto Roma-New York.
Noi contiamo che il presidente Pitruzzella si renda conto di questa situazione gravissima che aggrava ulteriormente i problemi della Sicilia orientale. Mentre sarebbe salutare e all’interno della vera concorrenza che tutti gli slot di Wind Jet ritornassero alla casa madre (Enac) e da lì rimessi all’asta sul mercato, escludendo ovviamente Alitalia.
Ricordiamo che la Cai, società che controlla la compagnia, ha ricevuto un prezioso dono dal governo Berlusconi nel 2008 e cioè l’esclusiva del traffico sulla rotta Linate-Fiumicino, esclusiva (cioè monopolio) che scade nel 2013. Cinque anni di lauti affari con tariffe elevate perché senza concorrenza, che tuttavia non hanno fatto raggiungere il pareggio di bilancio alla compagnia stessa.
È però vero che su quella tratta vi sono due forti concorrenti, Trenitalia e Italo, che hanno rubato il 50 per cento di passeggeri con grande sollievo economico degli stessi.
 
Auspichiamo che lo stesso sollievo economico l’Antitrust voglia concederlo ai siciliani e a tutti coloro che utilizzano la tratta RM-CT senza alcuna concorrenza e senza alcuna alternativa. Qui si tratta di fare prevalere l’interesse generale su quello di parte, consentendo a noi che usiamo spesso l’aereo di non dissanguarci a favore di un nuovo monopolista, che la farebbe da padrone.
Nulla di personale, beninteso, nei confronti del bravo imprenditore Antonino Pulvirenti, il quale ha tutto il diritto di tentare di vendere la sua azienda che perde tre milioni l’anno.
Ma il suo diritto confligge fortemente col diritto dei cittadini di usare un trasporto aereo libero e in piena concorrenza. Nulla vieta al predetto Pulvirenti di chiudere l’azienda e restituire gli slot allo Stato che ne è il legittimo proprietario. Però, Pulvirenti non farà questo gesto da solo perché non è suo interesse, perciò occorre l’intervento determinante dell’Autorità che difende la concorrenza e, quindi, l’interesse generale.

Per ultimo, la questione degli oltre 450 dipendenti. Alitalia ha fatto sapere che in caso venisse graziata dall’Antitrust ne assumerebbe circa 300, lasciandone a casa 150. Se gli slot venissero messi all’asta, Easyjet ha già comunicato un forte interesse, ma vi sono altre compagnie disposte a prendersi la ricca tratta. Probabilmente assorbirebbero tutti i dipendenti perché si tratterebbe di un nuovo programma, diverso da quello di Alitalia che invece annetterebbe gli slot di Wind Jet ai propri, con la conseguenza dell’esubero prima indicato.
La situazione è chiarissima, il QdS l’ha illustrata per tempo alla pubblica opinione siciliana e romana. Ci auguriamo che essa venga risolta come si deve, senza ricorrere a marchingegni che non sono propri nè dell’autorità nè dello stesso presidente cui riconosciamo volentieri professionalità, obiettività e capacità di stare dalla parte dei cittadini. Siamo convinti che non saremo smentiti in alcun modo.

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