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L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Nov
11
2011
Ossimoro è una figura retorica che consiste nell’accostare nella medesima locuzione parole che esprimono concetti contrari. Palindromo o Bifronte  riguarda frasi o parole che letti in senso inverso risultano identici.
Mi guardo bene dal dissertare in materia linguistica, di cui sono ignorante, però è utile capire le contraddizioni che vi sono nei seguenti esempi: la pienezza del vuoto, il rumore del silenzio; ovvero i nomi Ada o Anna che si leggono in ambedue i sensi.
La vita è fatta di contraddizioni, non ne mancano, ve ne sono a profusione. Noi stessi  siamo contraddizioni viventi. Infatti la ricerca continua punta alla coerenza: una coerenza nel vivere, una coerenza nel morire. Coerenza con che cosa? Con uno stile di vita che sia conforme ai principi etici.
Non vi è bisogno di alcuna religione, di alcuna liturgia, di alcun clero per comportarsi da persone perbene, rispettando il prossimo e non commettendo prevaricazioni o prepotenze, categorie nelle quali sono inclusi reati o delitti.

San Josemaria Escrivà (1902-1975), fondatore dell’Opus Dei, della quale non faccio parte a nessun titolo, affermava che il lavoro ordinario, fatto anche in modo straordinario, santifica la vita. Un’affermazione che sottoscrivo interamente perchè rientra in quel principio di vita basato sui valori morali osservando i quali non si commette mai peccato. 
Fornicare non è peccato, se non si prevarica il partner, uomo o donna che sia, se c’è consenso pieno e rispetto. Rubare, calpestare gli altri, evadere le imposte sono comportamenti disonesti che possono rientrare nella categoria del peccato.   
Quelle che elenchiamo sono alcune contraddizioni della vita, sulle quali si sono spesi centinaia o migliaia di libri. L’informazione c’è, si tratta di assumerla costantemente tutti i giorni, di discernere il vero dal falso, di capire il nocciolo delle questioni. Tutto questo aiuta a vivere meglio perchè si è capito meglio.
È una questione di comprensione, la vita che percorriamo ogni giorno. Capire e, per capire, bisogna conoscere. Per conoscere bisogna vedere con chiarezza la contraddizione (ossimoro) e anche quelle frasi o parole che possono leggersi indifferentemente dall’inizio o dalla fine.
 
Gli esercizi mentali, o i giochi di parole, quelli che in francese si chiamano calambour, servono per allenare la mente, ma contemporaneamente per capire meglio i significati delle frasi, in modo che ci si possa esprimere appropriatamente in ogni circostanza.
Le contraddizioni degli uomini politici sono sintomatiche. Quanti hanno detto che volevano la pace per dichiarare la guerra. Ai nostri giorni, quanti dicono che vogliono lo sviluppo lasciando tutto com’è quindi creando inviluppo.      
L’uomo è pieno di difetti, lo sappiamo. Fanno parte della sua natura. Proprio per questo ognuno di noi deve lavorare molto su se stesso per attenuarli o eliminarli almeno in parte.
Non è per effetto di magia che possiamo cambiare, per trasformarci in soggetti che funzionano secondo regole morali di equità. Ma per effetto della nostra azione costante che ci faccia comprendere il motivo per cui siamo vivi: la nostra missione è la nostra capacità di affrontare il momento in cui si cambia vita, quando il nostro spirito continua a vivere in eterno.

Una vecchia canzone di Paolo Limiti, La voce del silenzio, portata al successo da Mina, è un classico ossimoro. Basta sentire quella dolce melodia e le poetiche parole per capire come la contraddizione è essenza dell’essere umano e come, però, essa possa essere diminuita e in qualche caso scomparire.
Quanta gente afferma una cosa e ne fa un’altra. Si tratta di bugiardi se sono in mala fede e di contraddittori se sono in buona fede. In qualche caso c’è chi non si accorge di contraddirsi perchè non ha le idee chiare. Il peggio è che non fa nulla per chiarirsele e rimane abbagliato come un coniglio colpito di notte dai fari di un’auto.
La complessità della vita va capita in ogni sua parte anche se per quanti sforzi possiamo fare, non sempre ci riusciamo. Dobbiamo avere la volontà di superare le contraddizioni per rendere chiara la nostra visione di quello che ci circonda. Chi ha idee precise, frutto di convincimenti che seguono cognizioni apprese, vive in maniera consapevole, com’è giusto che sia.