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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Gen
13
2012
La scure del Commissario dello Stato, prefetto Carmelo Aronica, si è abbattuta su due norme relative alla stabilizzazione dei precari e al rifinanziamento del credito d’imposta. Il Commissario ha sollevato il velo su quella anomalia del bilancio regionale che noi denunciamo da molto tempo e su cui l’assessore Armao e il ragioniere generale Emanuele non hanno ancora voluto darci i chiarimenti ripetutamente richiesti.
Ci riferiamo all’avanzo di amministrazione e residui attivi, una posta che serve a quadrare i conti, ma che non rappresenta vera finanza. Come dire che il bilancio regionale è truccato da molti anni perché non rappresenta le vere poste fra le entrate.
Non è un caso che assessore e ragioniere generale non vogliano spiegare all’opinione pubblica da cosa sia formato tale avanzo. L’autorevole intervento del Commissario dello Stato ha confermato però che esso rende la situazione finanziaria della Regione ingestibile perché in cassa, spesso, non c’è un euro.

Abbiamo atteso a redigere questo commento perché i deputati infuriati avevano promesso di rivotare la legge a favore dei precari-raccomandati sfidando così apertamente non solo il Commissario dello Stato, ma anche la realtà ed il buon senso.
Come era prevedibile, martedì 10 gennaio, l’Assemblea dei deputati non ha approvato un bel niente, motivando l’inazione con la carenza di risorse finanziarie. Bella scoperta! Si sapeva già, e quindi, il proposito demagogico dei deputati regionali aveva solo lo scopo di gettare fumo negli occhi ai malcapitati precari-raccomandati. La gravità della questione emerge interamente ed è stata evidenziata in decine di inchieste che abbiamo fatto, spiegando come sia stato dissennato questo governo nell’avere assunto a inizio 2011 ben 5.000 dipendenti con contratto a tempo indeterminato, seppure provenienti da precedenti contratti a termine.
Un comportamento dissennato anche per la ragione vera che la Regione siciliana ha un esubero di 10.000 dipendenti, in quanto con gli altri 10.000 potrebbe fare funzionare la sua pubblica amministrazione. Finché Governo e maggioranza continuano a sperperare i nostri soldi pagando inutili stipendi, nessuna azione di sviluppo potrà essere intrapresa.
 
Infatti nessuna azione di sviluppo potrà cominciare se non si taglia la spesa improduttiva, cioè 3,6 miliardi, le cui voci sono dettagliate nelle pagine che abbiamo più volte pubblicato. Il dilemma è: pagare stipendi o cofinanziare l’apertura dei cantieri insieme ai fondi europei e statali? Aprendo i cantieri, i dipendenti regionali in esubero potrebbero andare a trovare colà occupazione.
La ripresa dell’economia siciliana, oltre che con la costruzione di infrastrutture, passa anche attraverso gli appalti per la sistemazione idrogeologica del territorio, ma anche per nuovi progetti nella green economy, che potrebbe dare solo in Sicilia uno sfogo ad oltre 10.000 persone. Passa per un grande progetto di sviluppo del turismo, anche attraverso l’utilizzazione economica dei beni archeologici, paesaggistici e culturali. Passa attraverso l’attrazione d’investimenti di gruppi internazionali a condizione che si garantisca loro il rilascio di autorizzazioni e concessioni in 30 giorni.

Il che ci riporta al punto di partenza, come al gioco dell’oca. Infatti, il peso sull’economia di una pubblica amministrazione inefficiente, incapace di assolvere al proprio compito, qualche volta corrotta, è il primo elemento che impedisce la ripresa e fa peggiorare la disoccupazione.
Vi è poi un’altra questione che ha evidenziato l’assessore Armao e riguarda la riscossione. Da un rapporto del dipartimento Finanze risulta che la metà degli uffici regionali siciliani usa ancora la carta per la gestione della riscossione delle entrate, nonostante Equitalia e Serit spa abbiano fornito software a titolo gratuito.
Il 40 per cento degli uffici non si è ancora uniformato all’informatizzazione. L’assessore all’Economia ha diramato una circolare con la quale rileva un dato pleonastico: la necessità di utilizzare i servizi informatici per raggiungere i piu efficaci standard di efficienza. Ma non ha aggiunto le sanzioni a carico dei dirigenti indolenti, incapaci e incompetenti che non hanno provveduto alle indicazioni. Senza sanzioni qualunque direttiva è solo acqua calda.