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Quotidiano di Sicilia
L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Lug
20
2012
Avevamo già scritto che anche la Merkel, la notte del 28 giugno, non ha perso nei confronti di Mario Monti, in quanto entrambi hanno mantenuto una linea che è di rigore e flessibilità. Il nostro presidente del Consiglio ha cercato (e cerca) di avere la possibilità di non far rientrare le spese per investimenti nel pareggio di bilancio e la Merkel chiede che gli aiuti si possano dare solo se si è verificato il controllo che i conti degli Stati membri siano in ordine.
Ma nessuno dei due ha mai pensato di non affrontare con decisione il piano di sviluppo che è l’unico modo perché gli Stati escano dalla recessione, seppur lentamente.
Il fondo salva-Stati provvisorio Efsf (European financial stability facility) e quello definitivo Esm (European stability mechanism) hanno il compito di contrastare la speculazione del mercato, salvaguardando quei membri dell’Ue che hanno imboccato la strada dell’equilibrio di bilancio, come ha fatto l’Italia, inserendo all’art. 81 della Costituzione la frase: “Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio”.

Mariano Rajoy, presidente del Consiglio spagnolo, ha varato un piano di tagli di 65 mld €. Egli è stato eletto qualche mese fa e ha davanti tutta la legislatura per fare riprendere la strada dello sviluppo al suo Paese. è probabile che, attuato il piano e dando dimostrazione di stabilità e continuità nel tempo, la Spagna esca dal guado prima dell’Italia.
Il nostro Paese, invece, ha un governo forse più autorevole di quello spagnolo, ma è a termine. L’incertezza che i partiti danno ai mercati mondiali su ciò che succederà dopo l’aprile del 2013 è la ragione per cui la speculazione continua a operare nei confronti dei nostri titoli del debito pubblico.
Sarebbe opportuno che i suddetti partiti si mettessero rapidamente d’accordo per una nuova legge elettorale, così come spinge con forza il Presidente della Repubblica, in modo da approvarne rapidamente una nuova per mettere in soffitta definitivamente il Porcellum.
Naturalmente una legge nuova che abbia due caratteristiche: restituisca ai cittadini il loro diritto di scegliere i parlamentari e, secondo, consenta al popolo di sapere in anticipo chi sono i contendenti e il primo ministro candidato, in modo che non vi siano sorprese dopo le elezioni.
 
La questione dello sviluppo è fondamentale, perché senza di esso non si crea lavoro e i disoccupati aumentano, le imprese non marciano, salvo quelle esportatrici che vanno molto bene. tutta la macchina economica del Paese è rallentata, anche per l’enorme pressione fiscale.
Relativamente ai tagli, questo Governo è molto timido, perché ha varato una revisione della spesa di appena 4 miliardi di euro, anziché di 40. E, sul versante del taglio degli interessi, ha programmato la vendita del patrimonio pubblico di una ventina di miliardi l’anno, dimensione molto bassa rispetto a 200 miliardi l’anno che costituirebbero un vero abbattimento della montagna di titoli pubblici, col conseguente abbattimento degli interessi.
Solo diminuendo la spesa pubblica si possono trovare le risorse per finanziare le opere pubbliche, fare diventare l’Italia un grande cantiere, sostenere l’apparato produttivo e quello dei servizi, incentivare la ricerca e l’innovazione, attrarre investimenti esteri, in modo da rendere più competitivo nel suo complesso il Paese.

La competitività aumenta anche facendo le riforme, che consentano a tutti i soggetti di stare in concorrenza, in modo da offrire migliori servizi a prezzi più bassi. In questa direzione dovrebbero essere cedute tutte le partecipate comunali e regionali, in modo che  i servizi possano essere gestiti con efficienza e soddisfazione dei cittadini.
Da qui passiamo al vero nodo che è tagliare le mani ai partitocrati, che si sono inseriti nell’economia e nei servizi per dare sfogo alla famelicità dei propri accoliti, i quali hanno trovato posto negli organici, nei consigli di amministrazione, nei collegi dei revisori, nelle consulenze e via enumerando, dando luogo a uno sperpero di risorse finanziarie che ormai sono finite.
è indispensabile che il governo Monti abbia la forza di tagliare ulteriori spese improduttive, perché questo è l’unico modo per recuperare le risorse necessarie agli investimenti. La Merkel ha ragione. Bisogna dargliene atto.