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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Nov
22
2011
I reportages delle televisioni americane continuano a farci vedere  adulti, giovani e bambini obesi.
Mangiano molto e male, pressati da una pubblicità tambureggiante, che non tiene conto di alcun valore etico. Infatti, chi vende un prodotto dovrebbe porsi il problema se esso sia dannoso alla salute direttamente o indirettamente. Direttamente, se è tossico, indirettamente, se crea una disfunzione. Ma se chi vende non si pone la questione etica occorre una autorità pubblica che controlli in modo tassativo l’eventuale dannosità dei prodotti alimentari.
Negli Stati Uniti d’America tale autorità c’è, si chiama Food and Drug Administration, ma evidentemente i suoi controlli non sono tali da impedire che il fenomeno dell’obesità si espanda a macchia d’olio, con la conseguenza che vi sono ripercussioni notevoli a carico della collettività perchè le spese sanitarie sono enormi, con il fenomeno in continua espansione.

L’obesità si espande anche in Europa, meno nei paesi mediterranei che hanno un’impronta locale molto significativa e sono poco permeabili alle abitudini consumistiche nordamericane. Tuttavia, il pericolo di una contaminazione c’è e non bisogna assolutamente trascurarlo, perchè mangiare tanto e male è un comportamento non intelligente che crea solo problemi.                              
C’è un detto saggio che recita: molto cibo, poca vita. Significa che chi mangia molto e ingrassa crea grossi problemi al proprio fisico non solo perchè il cuore è costretto a trasportare decine di chili di peso corporeo in più ma, anche, perchè tutti gli organi più importanti (fegato, pancreas, reni, intestino) sono sollecitati ad un lavorio più pesante e faticoso.                   
Il corpo è una macchina prodigiosa, di cui ancora la scienza non ha scoperto i segreti più profondi. Soprattutto quella medica tende a trovare i rimedi, ovvero le cure alle patologie, piuttosto che scoprire le cause delle stesse.   
Questo perchè le industrie farmaceutiche perseguono il business senza alcun riferimento ai valori morali. Per conseguenza, vengono prodotte medicine la cui efficacia e i prezzi, nonostante l’approvazione dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) sono sproporzionate all’obiettivo che si propongono.
 
Non importa vivere di più, ma vivere meglio. Che senso ha passare anni immobilizzati in un letto, con una vita vegetale? Non poniamo una questione religiosa, ma  etica. Le religioni hanno dei loro obiettivi che, spesso non coincidono con i valori morali, ma hanno una ragion d’essere per perpetuarsi. Per vivere meglio, la componente principale è lo stile di vita che riguarda l’alimentazione, il fumo, l’uso di alcol e così via. 
Vi sono regole semplici per le persone adulte che si possono sintetizzare nelle seguenti: lavorare molto, mangiare poco, dormire sette o otto ore e, possibilmente, fornicare alcune volte a settimana. A ciò si aggiunga una continua attività fisica, fatta di passeggiate e/o ginnastica, almeno 20 minuti al giorno.         
I cibi fondamentali per una dieta sana sono almeno cinque: cereali, legumi, frutta, verdura e pesce. Pasta o pizza una volta a settimana. In ogni caso, pur non essendo dietologo, posso dire che sono sufficienti 1.800 calorie al giorno per vivere bene.

Gli spiccioli consigli che precedono si possono abbinare al rifiuto della carne rossa, al consumo di un bicchiere di vino rosso, all’eliminazione dei super alcolici, al ripudio della sigaretta, concedendosi, invece, un salutare sigaro o una pipa al giorno, da fumarsi possibilmente la sera in tutta tranquillità.
Vi è una componente importante del vivere bene: mantenere uno stato di serenità e di buon umore. Si dice che il riso fa buon sangue, anche se non si deve abbondare per non apparire sciocchi. Il buon umore e la serenità non sono gratuiti, ma occorre un continuo auto-addestramento per raggiungerli e mantenerli.
Questo è possibile quando si ha una equilibrata visione della vita e della morte essendo consapevoli che quest’ultima non è altro che la cessazione del corpo, liberando lo spirito che continua a vivere.
La serenità è la consapevolezza che tutte le circostanze che viviamo sono piccole come lo siamo noi, e anche quando ci colgono malattie bisogna affrontarle sapendo che possiamo adoperare la conoscenza medica entro i limiti di quanto ha stabilito la Natura.
Il buon umore, infine, non è superficialità ma consapevolezza che anche le difficoltà si possono affrontare con allegria, Mike docet!