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Quotidiano di Sicilia

Direttore Carlo Alberto Tregua
L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Mag
22
2012
C’era da aspettarselo. Federico Pizzarotti ha preso 6 voti su 10 degli elettori di Parma. Qualcuno maliziosamente dice che il Pdl ha votato per lui, in modo da contrastare il candidato del Pd, Vincenzo Bernazzoli. Noi crediamo, invece, che quegli elettori abbiano voluto dare un segnale preciso non tanto nell’eleggere una persona nuova, al di fuori degli scadenti rituali, ma soprattutto contro i partitocrati che hanno rovinato l’Italia, agendo come feudatari dell’800.
Due dichiarazioni di Pizzarotti, fra le prime rilasciate, ci fanno capire che, almeno in potenza, la scelta è stata felice. La prima riguarda il fatto che egli sceglierà alcuni assessori e dirigenti in base alle competenze, anche fra persone che non conosce direttamente, purché i loro curricula siano di alto profilo professionale. La seconda riguarda l’opportunità che l’amministrazione comunale redigga un bilancio consolidato che riguardi la stessa e tutti i suoi enti e partecipate.

L’inizio è buono. Si tratta ora di vedere se Pizzarotti sarà capace di trasformare i suoi intendimenti in atti concreti. Il suo capo, il comico genovese Beppe Grillo, vorrà invece mettere in atto le castronerie che ha detto in campagna elettorale, tra cui che le banche debbono fallire, che il debito pubblico non debba essere pagato e che l’Italia debba uscire dall’euro.
Amministrare un Comune è una cosa serissima e ci vogliono competenze e professionalità. Staremo a vedere se il primo atto che disporrà Pizzarotti sarà quello di ordinare la stesura del Piano aziendale, cioè il percorso lungo il quale deve muoversi il convoglio di quell’amministrazione locale, stabilendo in partenza le fermate, il numero delle stesse, il tempo occorrente per raggiungere ciascuna di esse e, infine, la stazione finale.
Oltre al Piano aziendale Pizzarotti dovrà stabilire, se vorrà essere un bravo amministratore, le figure professionali di tutti i livelli, necessarie alla realizzazione del suo progetto, in base al Piano aziendale prima richiamato.
Dovrà inoltre occuparsi di un piano finanziario per risollevare la situazione tragica di quel Comune, anche con l’istituzione del Nucleo di polizia tributaria nonché del Nucleo investigativo affari interni in funzione anti corruzione.
 
A Genova, ha prevalso un uomo  appoggiato dalla Sinistra ma che proviene dalla società civile: Marco Doria. I problemi della città ligure sono enormi e fra essi il primo che citiamo è l’instabilità del territorio al quale dovrebbero essere dedicate molte risorse per metterlo in sicurezza.
A Palermo, sembra che abbia vinto il vecchio, cioè quello che incarna Leoluca Orlando, essendo già stato sindaco del capoluogo isolano due volte. Ricordo che quando venne al nostro forum, era il 3 novembre 1990, ci annunciò la sua fuoriuscita dalla Democrazia cristiana e la costituzione del suo partito La Rete. Quella fu un’effettiva novità, anche se, successivamente Leonardo Sciascia lo definì insieme ad altri, professionista dell’antimafia, proprio per questo eletto.
Fu un periodo buono nel quale la città rifiorì. Oggi i tempi sono molto più difficili perché sono finite le risorse e perché l’amministrazione comunale gode di oltre 8.000 dipendenti, quando invece con la metà potrebbe tranquillamente produrre i servizi per i palermitani.

Staremo a vedere se Orlando vorrà imprimere un percorso professionale alla sua attività seguendo le linee indicate prima a proposito di Pizzarotti. Staremo a vedere se Orlando, come prima mossa, predisporrà la richiesta di adesione all’Associazione nazionale dei Comuni virtuosi, per ottenere la quale dovrà ribaltare l’attuale situazione basata sul clientelismo più sfrenato che ha prodotto danni incommensurabili.
Orlando è stato eletto perché il Partito democratico, che fa riferimento a Cracolici e Lumia ha perso, in quanto ha voluto sostenere un governo regionale che del clientelismo ha fatto la sua linea conduttrice. Non  hanno capito che i siciliani sono stanchi di subire una linea partitocratica che favorisce una piccola parte di privilegiati e danneggia la stragrande maggioranza dei cittadini.
Chissà se Enzo Bianco abbia preso coraggio e si prepari alla contesa come candidato sindaco di Catania, che verosimilmente lo vedrà opposto a Nello Musumeci.

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