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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Nov
23
2011
Non se ne può più di vedere gli allievi delle scuole in vacanza nei giorni in cui insegnanti e personale Ata decidono di fare assemblee. Non se ne può più di vedere fabbriche che si fermano in orario di lavoro perché si svolgono assemblee. Non se ne può più di vedere consiglieri di Comuni che si riuniscono il giorno di Ferragosto per prendersi il gettone o l’indennità. Accomuniamo una serie di parassiti, apparentemente non omogenei, ma che hanno in comune l’attività di succhiare il sangue dei cittadini o sotto forma di denaro o sotto forma di mancato servizio.
L’attività sindacale è assolutamente necessaria, ma riguarda i propri aderenti che hanno un interesse personale e privato. La questione non funziona più quando l’interesse personale esonda in quello generale, andando a utilizzare il tempo del lavoro produttivo per soddisfare proprie esigenze.
Si tratta di cattive abitudini consociative che un ceto politico debole ha concesso, violando il principio di equità.

Non sappiamo se il neo Governo, presieduto da Mario Monti, sarà capace di mettere un poco di ordine in tutta questa materia. A giudicare dal profilo professionale degli 11 ministri con portafoglio, e anche degli altri sei senza portafoglio, nonché dal calibro etico del presidente del Consiglio, non dubitiamo che, se Pdl e Pd lo lasceranno lavorare, possa rimettere in sesto i conti dello Stato e soprattutto faccia imboccare all’Italia la via dello sviluppo, per ottenere l’indispensabile aumento del Pil che crea nuova occupazione.
La presenza del bravo Antonio Catricalà, presidente dell’Antitrust, come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, è una garanzia perché venga presa di petto la questione dei monopoli e degli oligopoli, inserendo concorrenza in ogni ganglo dell’economia italiana.
Fra le iniziative legislative, ce ne vogliono due, per tagliare i relativi privilegi: una che obblighi i dipendenti pubblici e privati a riunirsi fuori dall’orario di lavoro, quando ritengono opportuno, in modo che tutte le ore dedicate all’attività siano produttive. La seconda, che le attività nei Consigli e nelle Circoscrizioni comunali siano gratuite.
 
Siamo tutti a conoscenza della vergognosa partecipazione alle elezioni degli Enti locali dei candidati che in effetti cercano un posto di lavoro, non un’attività di servizio per conto dei cittadini. Ebbene, bisogna ribaltare questa situazione, per cui chi voglia misurarsi in politica deve guadagnare di suo, con il proprio lavoro, e poi, ripetiamo, a puro titolo di servizio si riunisce nel Consiglio, comunale o circoscrizionale, per operare nell’interesse esclusivo dei propri mandanti, cioè dei cittadini.
Questo Governo potrà avere la riconoscenza degli italiani se comincerà a tagliare uno dopo l’altro i privilegi delle Caste e delle corporazioni riducendo le spese, a cominciare dal costo della politica. Quindi, niente vitalizio a parlamentari e a consiglieri regionali, niente auto blu, segreterie e indennità a tutti gli ex (dai presidenti della Repubblica a quelli delle Camere, dai presidenti del Consigli ai presidenti delle alte cariche giurisdizionali e via enumerando).

Non solo questi tagli costituirebbero un risparmio, per la verità non molto significativo, ma sarebbero un esempio di moralizzazione della vita pubblica assolutamente necessario se si vuol fare digerire agli italiani l’ulteriore pillola amara della prossima manovra, la quinta del 2011, che il Governo Monti dovrà fare ingoiare ai cittadini, con circa 25 miliardi di euro fra aumento di imposte e tagli di spesa.
Sarebbe, però, opportuno che le due iniziative sopra indicate fossero prese direttamente dagli interessati, il che costituirebbe un vero esempio di civismo e la dimostrazione della responsabilità e consapevolezza della difficile situazione che il Paese sta attraversando.
Ma questo non avverrà, perché da noi si usano il benaltrismo e il Nimby (Not in my backyard). Sono sempre gli altri che devono cominciare a rientrare nei ranghi e mai qualcosa si deve fare nel mio giardino, ma è meglio farla in quello degli altri. Ecco, è il civismo una dote di cui siamo carenti. Dobbiamo sforzarci di conquistarlo.