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Quotidiano di Sicilia
L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Ago
23
2012
La scelta del prossimo presidente della Regione è cruciale per la ripresa della Sicilia, atta a innestare un processo di crescita e di sviluppo.
Abbiamo più volte scritto che occorra una persona con un grosso bagaglio professionale, con capacità di programmazione, organizzazione, gestione e controllo rilevanti e ampie referenze morali sul suo trascorso. Ci sembra che Nello Musumeci rientri in questo identikit.
Dell’ex sottosegretario al Lavoro possiamo ricordare un episodio che ci vide testimoni. Nel 1994, in occasione delle elezioni per la Provincia regionale di Catania, vi erano ben cinque candidati. Ne ospitammo quattro nella nostra sede, come di consueto, per il rituale forum. Pubblichiamo la foto nella pagina di Catania. Quando i candidati uscirono, rimase Musumeci, che mi colpì per la sua capacità innovativa di porsi di fronte alla politica. Gli auspicai (quasi predissi) di diventare presidente e così accadde. 
Quando verrà ospite al nostro forum, se vorrà firmare il Decalogo, riceverà il  nostro endorsement.

Ci ha sorpreso positivamente l’intelligente retromarcia di Gianfranco Micciché, perché il suo gesto ha contribuito a compattare tutta l’area di centrodestra sul nome dell’ex candidato presidente della Provincia di Catania. La conferma di Berlusconi indica che il Cavaliere vuole vincere le elezioni in Sicilia, senza di che la sua eventuale candidatura per quelle nazionali sarebbe fortemente compromessa.
Ora è necessario che il centrosinistra trovi un candidato altrettanto valido, di modo che fra i due possa svolgersi una competizione ad alto livello, fondata su valori e programma e non sul clientelismo. Questo dovrebbe essere il motivo conduttore della prossima campagna elettorale.
In uno alla conferma del Decalogo, attendiamo una mobilitazione generale della parte onesta della borghesia siciliana, trainante di tutte le altre fasce sociali, sindacali, imprenditoriali, professionali e via enumerando, perché dalla competizione elettorale esca il migliore.
È soprattutto necessario che i candidati facciano chiarissima menzione al loro impegno di ribaltare la politica clientelare basata sui favori per una linea basata sull’interesse generale.
 
Nella disamina delle varie possibilità, abbiamo appreso che il Movimento per l’Autonomia ha trasformato la sua denominazione in Partito dei siciliani (privilegiati). Fermo restando il rispetto personale verso il suo leader, che a dispetto di ogni dichiarazione tiene fermamente in mano le redini, dobbiamo osservare una cosa elementare. E lo facciamo con una domanda: c’è qualcuno dei siciliani che ha votato l’Mpa e che ha in animo di rivotarlo, seppur con la nuova insegna, che non abbia ricevuto un favore o aspetti un favore?
La filosofia di Raffaele Lombardo è quella di basare la raccolta del consenso sulla promessa di restituirlo in qualche modo. Questa non è politica, almeno non è alta politica.
L’alta politica, infatti, è fondata su un progetto di sviluppo e di equità sociale, sul quale si chiede il consenso degli elettori, che debbono credere in coloro che lo propongono. Purtroppo il morente Governo ha dimostrato di fare solo un’azione clientelare e ancora oggi gli assessori hanno il coraggio di dire che andranno da Monti per chiedere la stabilizzazione dei 28 mila precari (sic!).

Chi governerà la Sicilia nella XVI legislatura dovrà ribaltare questi comportamenti. Dovrà tagliare la spesa pubblica improduttiva, come è stato fatto in Grecia. Da questa operazione potrà ricavare risorse per finanziare opere pubbliche, investimenti e attività produttive. Dovrà fare finalmente chiarezza su quella misteriosa voce di pareggio del bilancio regionale che è l’avanzo di amministrazione, una serie di supposti crediti di cui la maggior parte non vedrà mai l’esazione.
Musumeci ha dato dimostrazione, nel periodo in cui è stato presidente della Provincia di Catania, di essere un buon amministratore, di buon senso ed equilibrato, capace di un progetto di sviluppo. Non ha mai dato adito a ombre sui suoi comportamenti, quindi, secondo noi, ha i requisiti per concorrere alla Presidenza della Regione. Ci auguriamo che il suo competitore abbia gli stessi requisiti, in modo che la gara sia leale, aperta e al massimo livello.