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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Lug
24
2012
La situazione è insostenibile perché, mentre la Casa brucia, il presidente Lombardo dice cose contrarie a quanto afferma la Corte dei Conti. Gli assessori tacciono, i dirigenti generali restano immobili come i conigli abbagliati dai fari delle auto.
A Radio Anch’io di giovedì 19 luglio, condotta come sempre dall’ottimo Ruggero Po, ho avuto modo di smentire Lombardo quando ha detto che non ha assunto neanche una persona. Infatti, nel gennaio 2011 la Regione ha assunto ex novo circa 5.000 dipendenti che avevano terminato i loro contratti e quindi erano liberi.
Ciò in violazione della Legge 102/09 (Brunetta) la quale disponeva (e dispone) che non si può rinnovare nessun contratto a tempo determinato per chi è già da più di 3 anni nella pubblica amministrazione.
Lombardo ha affermato che ha un credito dallo Stato di un miliardo, ma nulla ha detto sulla gravissima inadempienza della sua amministrazione che non ha speso sei settimi dei 18 miliardi messi a disposizione della Sicilia dal Po Ue 2007/13. Come si può pretendere di avere soldi dallo Stato quando non si è capaci di spendere, per investimenti, quello che è già disponibile?

Lombardo ha affermato che le nomine da lui fatte erano obbligatorie. Per alcune di esse è vero, ma non si capisce l’obbligatorietà di trasformare commissari straordinari di Asp in direttori generali, né l’obbligatorietà in qualche altra decina di nomine tutte facoltative. Poi, non ha spiegato perché in questi anni la Regione ha nominato centinaia di consulenti quando ha alle proprie dipendenze, lautamente pagati, 1.917 dirigenti che possiedono professionalità per le quali sono stati nominati gli stessi consulenti, con aggravio per le casse della Regione.
Lombardo non ha spiegato perché ha fatto emettere una circolare dal suo assessore Chinnici, per impedire che la Legge 42/10 fosse applicata in Sicilia. Tale legge ha riguardato il taglio di oltre 2.000 consiglieri comunali e provinciali divenuta operativa nella sessione delle elezioni amministrative 2012, ma non in Sicilia. Il risultato di questa dissennata circolare è stato quello di far pagare all’erario siciliano 175 milioni in più.
Lombardo non ha spiegato come mai la miracolosa riforma sanitaria non è riuscita a frenare l’aumento della spesa che, nel 2012, secondo la Corte dei Conti, è stata di ben 519 mln in più dell’anno precedente.
 
Lombardo non ha spiegato perché l’assessore al Lavoro non ha emesso il decreto per le 5.500 assunzioni delle imprese private, agevolate dalla Legge 106/2011, che doveva essere emanato entro il 30 di giugno. Il suo assessore al ramo nonché il direttore generale del dipartimento, nonostante le ripetute telefonate per avere spiegazioni, si sono trincerati dietro un colpevole silenzio.
Lombardo non ha saputo spiegare perché nel bilancio varato dalla sua Giunta e approvato improvvidamente dall’Assemblea regionale non è stato dettagliato l’elenco delle voci che compongono quell’inspiegabile elemento di pareggio tra entrate e uscite di circa 10 miliardi, chiamato avanzo di amministrazione.
Lombardo non ha spiegato perché i dipendenti regionali debbano guadagnare un terzo in più di quelli statali e comunali e i pensionati regionali debbano ricevere un assegno maggiorato rispetto ai colleghi statali, con l’aggravio di una gestione diretta del fondo pensioni che costa circa 10 milioni l’anno.
 
Non sappiamo che cosa il presidente della Regione voglia spiegare al presidente del Consiglio nell’odierno colloquio, perché l’insieme di quanto stiamo scrivendo è materia più che sufficiente per fare rimarcare lo stato di decozione della Regione, portato da marasma amministrativo, inefficienza più assoluta e  disordine dei conti.
Pqm, per questi motivi, è indispensabile che il Governo, ai sensi dell’articolo 8 dello Statuto, degli articoli 81 (pareggio di bilancio), 117 (accordi internazionali), 120 (poteri sostitutivi), e 126 (gravi violazioni di legge) della Costituzione, provveda a commissariare con urgenza sia il governo regionale che l’Assemblea, mandando a casa 90 inutili deputati, anche quelli molto bravi e onesti che sono minoranza. I commissari dovranno  intervenire drasticamente, come un novello Enrico Bondi (mani di forbice), per riportare alla normalità la Regione siciliana, eliminando i tanti privilegi nati e cresciuti all’ombra di un’autonomia utilizzata non per sviluppare la Sicilia, come l’hanno pensata Alessi, La Loggia e Restivo, bensì per affossarla.
Occorre commissariare Governo e Assemblea fino al 2013 quando dovrà essere eletto un presidente al di sopra delle parti, che s’impegni a lavorare gratis per 5 anni.