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Quotidiano di Sicilia

L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Ago
24
2012
Strafottente è persona che sente e soprattutto dimostra, ostentandola,  noncuranza degli altri e delle loro opinioni, che se ne infischia delle convenzioni sociali e non ha riguardo per i diritti o le esigenze altrui.
Nessuna definizione del dizionario è più appropriata di questa, per indicare i 90 consiglieri (deputati) regionali che si stanno godendo le loro immeritate ferie continuando a percepire oltre 20 mila euro al mese lordi.
Vi sono poi quei consiglieri che hanno altri incarichi (presidente, vice presidente, questori, segretari, presidenti e vice presidenti di Commissione) che godono di ulteriori indennità.
Per non parlare dei 246 dipendenti che percepiscono oltre 5 mila euro al mese con punte fino a 35 mila (segretario generale), per un costo complessivo del Consiglio regionale (Assemblea) di 167 milioni, 100 milioni in più del Consiglio regionale della Lombardia.
Si tratta di un’autentica vergogna che però le 336 persone prima indicate non provano, infischiandosene altamente delle centinaia di migliaia di siciliani che sono alla fame e non sanno come sbarcare il lunario, neanche nella prima settimana del mese.

Il ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, il giorno di Ferragosto, come tradizione, era sul posto di lavoro a presidiare la Capitale, così come i comandanti delle diverse Forze dell’Ordine, sia centrali che provinciali e nelle Caserme comunali.
Le Forze dell’Ordine rappresentano il vero baluardo dei cittadini e bisogna dar loro sempre merito dei sacrifici che fanno e soprattutto, come mi risulta personalmente per averne avuti ospiti al QdS moltissimi, perché non si lamentano mai della riduzione delle risorse finanziarie a loro disposizione.
Tutti questi bravi servitori dello Stato si ingegnano per migliorare efficienza e organizzazione trasferendo sempre di più i loro uomini dagli apparati ai servizi.
Se tutti i servizi di Stato, Regioni e Comuni funzionassero con la stessa efficienza delle Forze dell’Ordine si potrebbe fare a meno di 500 mila dipendenti e i servizi migliorerebbero nettamente.
È indispensabile che, insieme all’applicazione dei costi standard, con la legge 42/2009 - già in vigore ma di cui mancano i decreti attuativi - il Governo promuova una legge per far approvare i coefficienti standard di efficienza dei servizi pubblici.
 
Anziché starsene in panciolle (al mare o ai monti) i consiglieri (deputati) regionali dovrebbero riunirsi in questo scorcio di mese ed elaborare una legge regionale che crei una selezione naturale fra tutti i bravi, onesti e competenti dirigenti e quelli che invece sono fannulloni, disonesti e incompetenti.
La stessa discrimina andrebbe fatta tra i dipendenti, esaltando i migliori e mettendo in disponibilità tutti gli altri in attesa di mandarli a casa. Tale legge regionale, poi, dovrebbe essere applicata dagli assessori del Governo morente come punto di partenza per i nuovi assessori della XVI legislatura.
è necessaria una rivoluzione, non quella citata da Rosario Crocetta, brava persona, ma inadatta al ruolo di presidente della Regione perché nel suo curriculum non sono elencati i necessari requisiti. E neanche i proclami di Gianfranco Micciché, che non ha mai dato prova né come viceministro al ministero dell’Economia e delle Finanze con delega allo sviluppo del Mezzogiorno, e neanche come sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Cipe.
Egli è un ottimo organizzatore di campagne elettorali, ma fare il presidente della Regione è un mestiere completamente diverso, per esercitare il quale occorrono competenze, mente pura e lucida e professionalità adeguata.

La cassa della Regione è a secco. Francesco Cascio si è lamentato affermando che l’Assemblea regionale non può essere trattata come l’ultimo dei fornitori. Sbaglia, Cascio, perché i fornitori vengono prima dei consiglieri (deputati) da cui sono stati eletti, soprattutto perché devono soddisfare gli stipendi di tanti padri e madri di famiglia.
Se Cascio e gli altri 89 consiglieri (deputati) restassero senza stipendio per 3 o 4 mesi non succederebbe nulla perché hanno accumulato sufficienti ricchezze per sopravvivere anche anni.
La questione che andiamo descrivendo è semplice. Occorre cessare la cattiva abitudine di mettere in primo piano i mandatari e ripristinare l’ordine naturale: al primo posto ci sono i mandanti, cioè i cittadini. Gli altri vengono dopo, molto dopo.