Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app
L'editoriale del Direttore di Carlo Alberto Tregua
 


Ott
25
2011
Furbo è l’astuto o lo scaltro, accorto nel fare il proprio tornaconto e nel cavarsela senza danno da situazioni a lui dannose. L’intelligente è dotato di cervello ed ha la facoltà e la capacità di intendere e di elaborare proficuamente. Come vedete c’è una profonda differenza tra i due significati.
L’Italia divide equamente i propri cittadini fra furbi e intelligenti. Ma i primi spesso hanno in mano le leve del potere e siccome sono privi di valori morali le usano in modo spregiudicato, per il loro tornaconto personale.
Vi è una bassa probabilità che i furbi siano anche intelligenti. Tuttavia questa coincidenza può anche accadere. Improbabile è il caso contrario, cioè che gli intelligenti siano anche furbi. Infatti chi è dotato di capacità di elaborazione sa che non è necessario l’artifizio o il comportamento subdolo per raggiungere l’obiettivo. Sulla questione, cioè come trattare gli eventi e i terzi che vi partecipano, vi sono decine di libri che vi girano intorno con un unico termine: negoziazione.

La negoziazione è parola usata nel diritto internazionale, ma è entrata nell’uso comune del business. Sempre più il mercato cerca abili negoziatori per sviluppare i propri affari. Si tratta di una nuova professione che si ricollega al sempre eterno mercanteggiamento che è nato con l’uomo.
La negoziazione non è esclusiva del business, ma è utile anche nel terzo settore quello del no profit, ove serve per ottenere i migliori risultati possibili, tenuto conto che esso dispone di risorse molto limitate. Negoziare per ottenere contributi ed ogni altro ausilio, utile a svolgere al meglio l’attività.
In Italia, il terzo settore ha qualche vantaggio fiscale limitatamente alle organizzazioni non lucrative di utilità sociali (onlus). Esse godono del 5 per 1.000 sui redditi dei contribuenti oltre che a deduzione fiscale delle somme donate per liberalità, nella misura del 9,5% del reddito con un massimo di 70.000 euro. Le altre associazioni, invece, non hanno alcun sostegno fiscale.
L’Italia è un paese di furbi anzi più recentemente è stato coniato il termine furbetti, che non sono più piccoli ma più furbi, seppur nascosti dietro un perbenismo che li mimetizza.
 
I furbetti ci sono negli immobili, nelle banche, nelle assicurazioni, nelle professioni, nella carta stampata e via elencando. Abbiamo omesso i furbetti della politica sui quali non c’è più nulla da aggiungere dato che i loro comportamenti sono ormai noti a tutta l’opinione pubblica.
Il furbo ha un difetto: è miope e, nel medio e lungo periodo, dimostra stupidità. Ettore Petrolini (1884-1936) ci ricordava che la madre degli stupidi è sempre gravida. Come non dargli ragione. Il furbetto è anche arrogante: gli sembra di essere il migliore, gli sembra che tutti gli altri siano cretini. Invece non capisce, o forse non ricorda, che il tempo è galantuomo.
Il suo trascorrere lento ma inesorabile fa trasparire con chiarezza che raggira e cerca con ogni mezzo scorretto di raggiungere il proprio tornaconto. La storia è piena di furbetti che non hanno mai capito come fosse inutile il loro comportamento, se visto in prospettiva. Intendiamoci, stupidaggini ed errori ne commettiamo tutti. Ma la buona fede ci salva o la mala fede ci condanna.

I furbetti hanno un altro handicap. Devono essere sempre accorti e usare la memoria per non smentirsi quando dicono bugie perchè se vengono colti in fallo gli crolla il castello di carta che hanno costruito. L’intelligente, invece, costruisce mattone su mattone e il suo impianto è solido.
Non è vero che i furbetti si arricchiscono e la loro posizione rimane consolidata. Nel tempo capita sempre  qualche incidente che la vanifica. Essere furbi o essere intelligenti è una scelta di vita. Non c’è zona grigia: o di qua o di là.
Va da sé che l’intelligente è onesto e il furbo è disonesto. Bisogna scriverlo senza tentennamenti e senza preoccupazione che qualcuno si offenda. L’onestà della persona intelligente viene sempre premiata.
Non è vero che chi ha successo deve usare strumenti non idonei a un comportamento corretto. è vero, invece, che applicandosi molto e mettendo a profitto il più possibile la materia grigia di cui siamo dotati, possiamo conseguirlo senza alcuna remora.
Il Padre Eterno ci ha spiegato cosa è il bene e il male. Ci riferiamo al Padre Eterno che esiste da sempre non quello degli ultimi duemila anni. A noi usarlo bene con il libero arbitrio.